Roma in ansia per Riise si teme un lungo stop

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ROMA, 7 settembre - La Roma è in ansia per Riise. Il difensore norvegese è ri­coverato in ospedale a Oslo per una commozione cerebrale, riportata in seguito a uno scontro di gioco du­rante l’allenamento allo stadio Ul­levaal. Riise resterà ricoverato al­meno fino a oggi e naturalmente non giocherà la partita in program­ma oggi tra Norvegia e Portogallo a Oslo. Riise ha subìto un colpo for­tuito con il compagno di nazionale Espen Ruud. In un contrasto ha ri­cevuto una spallata violenta ed è caduto a terra privo di conoscenza per alcuni minuti. Si sono vissuti attimi di panico allo stadio, è arri­vata prontamente un’ambulanza che lo ha trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto ad alcuni test che hanno confermato la com­mozione cerebale. Il compagno di squadra, Espen Ruud, ha fornito chiarimenti sulla dinamica dell’im­patto: « C’è stato un lancio lungo ed io e John Arne siamo andati sulla palla. Lui si è alzato di scatto e c’è stato l’impatto con la mia spalla. Quando mi sono girato l’ho visto sdraiato. In un primo momento ho pensato che fosse un colpo da nien­te, quando ho notato che non si al­zava ho capito che era successo qualcosa di serio » .


UN LUNGO STOP? - Il giocatore è sta­to sottoposto a una tac e fortunata­mente sono state escluse fratture e versamenti. Se non ci saranno complicazioni sarà dimesso oggi. Ma non tornerà a Roma prima di mercoledì o giovedì. Riise dovrà saltare di sicuro le partite contro il Cagliari e il Bayern Monaco, poi si vedrà. Ma non si può escludere un’assenza più lunga. Ranieri ha appreso con disappunto la notizia, durante l’allenamento. Riise è uno dei punti fermi della sua Roma, il giocatore utilizzato di più nella scorsa stagione. Sabato a Cagliari probabilmente debutterà al suo po­sto Castellini, acquistato negli ul­timi giorni di mercato dal Parma. Per un trauma cranico, qualche an­no fa, Mexes, fu costretto a restare fermo quasi un mese. Riise aveva preso un violento colpo alla testa anche nella prima giornata di cam­pionato, in uno scontro con Sche­lotto. I medici ci andranno con i piedi di piombo.


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