Robinho si è preso il Milan: è diventato insostituibile

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MILANO, 27 ottobre - Robinho? Sì, grazie. Se lo gusta con grande gioia Allegri con la benedizione dell’ad Galliani che ieri, a margine dell’as­semblea in Lega Calcio, ha ironizzato con chi la scorsa estate aveva sottovalutato l’ar­rivo del brasiliano. «Qualche autorevole ad­detto ai lavori aveva detto che Robinho non era più un giocatore valido e che non sa­rebbe stato utile al Milan» ha ricordato il numero due di via Turati. Il neo-milanista si gode il momento più che positivo anche alla luce dei due gol segnati contro Chievo e Napoli che hanno contribuito a innalzare il livello di stima nei suoi confronti.


FUTURO - Proprio subito dopo la rete del 3-1 contro i vero­nesi, alla vigilia della sfida di Madrid, Robinho si era pro­nosticato un eccellente futu­ro. «Sì, sto arrivando, avevo bisogno solo di ambientarmi - aveva detto l’ex- stella del Santos -e sto crescendo, sto migliorando. Sono a disposi­zione dell’allenatore, è arri­vato il mio momento». Il fan­tasista questa volta è stato di parola. Dopo una carriera ricca spesso di contraddizio­ni e una vita altrettanto spe­ricolata, Robinho sembra vo­glia mettere radici... rosso­nere. «Qui tutto è perfetto- ha detto parlan­do del Milan e di Milanello -e ho intenzio­ne di restarci per almeno dieci anni».


DISCO ROSSO - Un traguardo che gli verrà già in gran parte garantito dal contratto quinquennale firmato a fine agosto. Situa­zione che, invece, non sembra così sconta­ta per altri sette-otto milanisti tutti in sca­denza di contratto. Fra questi Ronaldinho, amico-rivale di Robinho nel Milan e nella Seleçao, che dovrà aspettare ancora un po’ di tempo prima di conoscere il suo futuro. «Tutti i contratti in scadenza saranno di­scussi non prima della prossima primave­ra »ha detto ieri Galliani rispondendo a una richiesta di chiarimenti sull’imminente ar­rivoa Milano di Roberto de Assis, fratello­managerdi Dinho.


INSOSTITUIBILE - Anche perchè Robinho, sul quale aveva puntato Dunga anche per eli­minare Ronaldinho dalla Seleçao, rischia di sottrarre nuovamente il posto a uno dei suoi idoli personali. Il cittì Mano Menezes l’ha eletto capitano e leader della nazionale ver­deoro. Convocherà, è vero, quasi certamen­te Ronaldinho venerdì prossimo in vista della sfida contro l’Argentina ma solo come sostituto dell’infortunato Paulo Henrique. L’eclettico Robinho in questo momento ap­pare insostituibile, a tutti i livelli.


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