Rigori ed espulsioni Damato, che errori!

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ROMA, 24 aprile - Nuovo calo degli arbitri, a dimostrazione di una stagione con saldo negativo: irriconoscibile Damato a Palermo, contestazioni e panolada addirittura per Morganti a San Siro (e c’era Braschi), altri errori sparsi qua e là su altri campi (vedi Torino, ad esempio).


PIERPAOLI (Roma-Chievo 1-0)


Cesar su Vucinic: era penalty

Ok annullare il gol di Totti: sul passaggio di Pizar­ro è appena oltre Fernandes. Regolare, invece, il gol-partita di Perrotta: quando Totti libera De Ros­si (che fornirà l’assist per Perrotta), c’è Guana che tiene tutti in in gioco. Intervento di Cesar su Vuci­nic da rigore: il montenegrino commette gioco pe­ricoloso in rovesciata, l’arbitro non fischia, Perrot­ta tira, Sorrentino non trattiene, Vucinic fa per in­tervenire e viene cinturato e tirato giù da Cesar. 


GERVASONI (Bari-Sampdoria 0-1)


Poli, caduta innaturale: rigore dubbio


Tiro di Maccarone, sulla respinta segna Lazko ma non vale: off side, c’è un solo difendente (Masiel­lo) fra Lazko e la linea di porta. Qualche dubbio sul rigore assegnato alla Sampdoria: Huseklepp inter­viene su Poli, forse c’è appena un contatto a livel­lo dei piedi, ma il blucerchiato cade come se fosse stato colpito alla schiena.


GIANNOCCARO (Bologna-Cesena 0-2)


Era regolare il gol di Esposito


Gol annullato a Esposito, sembra errata la chia­mata dell’assistente Carrer: Pellegrino tiene in gio­co il rossoblù sul colpo di testa di Ramirez, anche se siamo davvero al limite. 


DOVERI (Cagliari-Fiorentina 1-2)


Contatto Astori-Gilardino: rebus

E’ in partita il romano Doveri, prossimo promos­so in Can A dalla stagione 2011-12: c’è solo un dub­bio, un contatto fra Astori e Gilardino in area ros­soblù, sembra abbastanza leggero e non così gra­vi da portare al rigore. 


RUSSO (Genoa-Lecce 4-2)


Floro Flores, in fuorigioco l’1-1


Un solo episodio, ma decisivo, l’errore è dell’assi­stente numero uno, Dobosz, che non vede il fuori­gioco di Floro Flores sull’assist di Criscito (è oltre Tomovic) per il gol dell’1-1. 


MORGANTI (Inter-Lazio 2-1)


Generosa la punizione dell’1-1


Una delle ultime grandi gare per Morganti, nella sua partita c’è la panolada inscenata da San Siro (con risposta dell’arbitro: «Fra mezz’ora tanto me ne vado...» ). Corretto il rigore assegnato alla Lazio, Julio Cesar travolge Zarate. Arriva il rosso per chiara occasione da gol, c’è il dubbio per la presen­za di Ranocchia nei pressi e la posizione defilata ri­spetto al centro della porta. Intervento di Garrido su Zanetti: è fuori area. Non limpido il fallo di Bia­va su Eto’o che ha portato alla punizione-gol di Sneijder: non è gioco pericoloso di Bresciano (Morganti sulla punizione ha il braccio abbassato), sembra più Eto’o ad appoggiarsi a Biava che il con­trario, punizione generosa, soprattutto alla luce di altre decisioni (Morganti è arbitro che fa giocare molto, lo ha dimostrato anche ieri). Mauri colpisce da dietro Nagatomo con un calcetto sul polpaccio sinistro: rosso diretto. Occasione per Maicon: sul­la partenza, è tenuto in gioco da Dias. 


DAMATO (Palermo-Napoli 2-1)


Mani di Cassani, ok il rigore al Napoli


Tanti episodi nella partita di Damato, un sabato da dimenticare. Ingenuità di Cassani che, preoccu­pato da Cavani, devia con il braccio destro un cross di Dossena: rigore netto. Finisce giù in area parte­nopea Hernandez, ma Cribari arriva prima sul pal­lone: angolo, ma un bel rischio. Tiro dal limite del­l’area di Nocerino, pallone sul braccio destro di Campagnaro che è staccato dal corpo, sia pure non in maniera decisa: poteva esserci rigore. Rischia il secondo giallo Pazienza, in ritardo (senza cattive­ria) su Bacinovic, lo stesso succederà nella ripre­sa con Balzaretti (pure lui già ammonito) quando stende Zuniga. Rigore per il Palermo: c’è il fallo di Maggio su Migliaccio, pallone a Nocerino che se­gna appena dopo il fischio di Damato. Temporal­mente, nessun dubbio, ma l’arbitro (e un interna­zionale deve avere i nervi saldi anche per aspetta­re un attimo lo sviluppo dell’azione) s’è preso un grosso rischio. Fra l’altro, se è fallo (come lo è), Maggio se la cava (chiara occasione da gol). Altro errore ad inizio ripresa, Cribari non trova il pallo­ne ma solo i piedi di Hernandez: era penalty.


VALERI (Udinese-Parma 0-2)


Inler affronta Valeri: rosso ok

Udinese a nervi tesi, Valeri però sembra tradito so­lo dall’assistente numero due, Giachero, sul gol dello 0-1 di Amauri, partito leggermente oltre Be­natia sul cross di Valiani. Per il resto, corretta l’espulsione diretta per Inler, che reagisce andan­do a sbattere il petto su quello dell’arbitro (in pro­testa al giallo per fallo su Giovinco e al non fischio del direttore di gara internazionale per un inter­vento su Sanchez, che però viene anticipato da Pa­letta in maniera regolare). Giusto il giallo a San­chez: è lui che cerca il piede di Paletta in area di rigore. Amauri è in linea con Zapata, al momento dell’assist di Gobbi sul gol dello 0-2. 


MAZZOLENI (Brescia-Milan)


Zambelli rischia su Cassano


Partita discreta per Mazzoleni, anche se grazia qualche giocatore (due volte Yepes e Van Bom­mel). Dubbio per un’ancata leggera di Zambelli su Cassano, l’internazionale tratta allo stesso modo le reciproche trattenute in area (Yepes-Caracciolo, Zambrotta Bega e soprattutto Berardi-Boateng, è quest’ultimo a fare fallo per primo spingendo alla fine l’avversario quando gli sfila la maglia). 


BERGONZI (Juventus-Catania)


Mani di Alvarez e Melo, che dubbi!


Due soli grandi dubbi nella partita di Bergonzi, che lui tratta alla stessa maniera (almeno questo): 1) il rigore assegnato alla Juve, per un fallo di ma­no (ma il braccio è lungo il corpo, il pallone arriva da un tentativo di colpo di testa di Spolli e schizza sul terreno) di Alvarez; 2) la punizione che porta al 2-2 di Lodi, il pallone sbatte sul gomito di Feli­pe Melo che è attaccato al corpo. Ok il recupero: 3’+30” per l’infortunio di Marchisio, ricordiamo che gli ultimi secondi scorrono in count down (lo fa il quarto) stile gioco effettivo. Sul 2-1, in off si­de Maxi Lopez che va verso la palla ma poi si fer­ma, pallone destinato a Bergessio, giusto far pro­seguire.


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