Ranieri: «Luis Enrique? Lo vedo con simpatia»

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ROMA - In un momento così difficile la solidarietà per Luis Enrique arriva dall'ex allenatore della Roma Claudio Ranieri: «La Roma di Luis Enrique? Io la vedo in maniera positiva - dice il tecnico dell'Inter a Radio Anch'io lo sport -  Una volta che si vuole cambiare completamente rotta, ci vuole tempo per far esprimere l'allenatore. Vedo Luis Enrique con simpatia, mi ricorda quando sono andato io in Spagna al Valencia».


PERCORSO INVERSO - Ranieri ha fatto il percorso inverso. Luis Enrique sta cercando di portare in Italia la mentalità spagnola: «Io portai la mentalità italiana in Spagna, in 15 giorni vincemmo tre partite con il Barcellona. Sono due filosofie differenti, vedo Luis Enrique con la stessa simpatia con cui mi vedeva la stampa spagnola, certo io non cambiavo formazione come lui, trovati gli 11 ho continuato con quelli».


INTER - Poi Ranieri parla della sua Inter: "In questo momento non sono preoccupato per la condizione fisica della mia squadra perché vedo che ci stiamo riprendendo e stiamo facendo bene anche contro le avversarie più provinciali, quelle che tradizionalmente hanno un gioco più fisico. Sono più preoccupato per l'aspetto mentale - continua Ranieri -, perchè, come ho già detto in altre occasioni, c'è stato un cambio di allenatore e si corrono dei pericoli quando vada giù l'autostima sotto il peso della pressione. Adesso stiamo facendo bene e quando sono arrivato non era scontato. Certo che se poi facciamo sempre i conti con l'Inter che ha vinto tutto, saremmo davvero ingenerosi con questi ragazzi perchè possono esserci stagioni nelle quali si vince tutto e altre nelle quali no". 


LA CARICA - Ora che ha iniziato a vincere, Ranieri non vuole fermarsi più: "Bisogna continuare a vincere le gare che restano da qui alla pausa natalizia. Sabato ci aspetta l'Udinese, un'altra meraviglia del calcio italiano. Come ho detto ai ragazzi dobbiamo pensare partita dopo partita perchè solo se continuiamo a vincere potremo continuare a coltivare il sogno e avvicinarci alle squadre che ci stanno davanti".


IL NORMALIZZATORE - Lo chiamano 'il normalizzatore': Ranieri spiega perché: "Sono strafelice della mia carriera, ma evidentemente questo ruolo è un po' il mio karma. Sono andato ad allenare il Cagliari e siamo tornati in serie A partendo dalla C, poi sono stato scelto dal Napoli dopo Maradona, poi c'è stata la Fiorentina, con la quale ho vinto un campionato, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Poi sono andato al Valencia e l'ho portato a vincere la Coppa del Re la Supercoppa europea. Sono stato chiamato poi al Chelsea, dove non c'era Abramovich, e per fortuna abbiamo vinto l'ultima gara contro il Liverpool e ci siamo qualificati per la Champions League: questo ha fatto sì che il magnate russo comprasse il club che altrimenti dopo due giorni sarebbe fallito. Poi il Parma e adesso c'è questa impresa con l'Inter, bella, affascinante. Difficile lavorare con un gruppo spremuto da Mourinho? Io sono sono convinto che lui non lo abbia spremuto, non vedo una squadra che ha mollato mentalmente. Questo non significa che vinceremo di nuovo tutto, ma posso dire che nel gruppo nerazzurro la voglia di vincere c'è. Mi hanno chiamato il "normalizzatore" e a a me questo compito mi entusiasma perchè la costruzione di una squadra non è mai semplice, devi avere un equilibrio notevole. Sono conteno di essere stato scelto dall'Inter" .


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