Ramirez, giovane talento che piace al Napoli

in

ROMA, 30 luglio - Gli sono bastate venti partite con la maglia del Penarol per cominciare a far viaggiare i suoi dvd sulle scrivanie dei grandi club europei. Gaston Ramirez proviene da una delle scuole più prestigiose del Sudamerica: ha diciannove anni, è uruguaiano, gioca nella nazionale under 20 e il suo nome è sul block-notes del ct Oscar Washington Tabarez, che ha festeggiato il quarto posto al Mondiale in Sudafrica.


CENTROCAMPISTA MODERNO - Ramirez è un centrocampista moderno: è mancino, costruisce la manovra e prova spesso l’inserimento, ha scatto e progressione. Ha debuttato in campionato poco più di un anno fa, era il 21 marzo del 2009, in occasione della sconfitta (1-0) del Penarol sul campo del Defensor Sporting. E’ stato l’allenatore Julio Ribas a prelevarlo dalla Primavera e a farlo entrare nel corso della ripresa al posto di Braian Rodriguez. Sei presenze nel Torneo di Apertura e anche un gol contro l’Atletico Atenas de San Carlos. Ecco i primi applausi ricevuti da Ramirez, che si è poi confermato nel Torneo di Clausura: quattordici partite e cinque reti contro l’Atletico Cerro, il Liverpool di Montevideo, il Rampla Juniors, il Defensor Sporting e il Danubio.


PIACE AL NAPOLI - Ramirez ha fatto innamorare gli osservatori del Napoli, che si è lanciato in una strada complicata per cercare di portarlo da Mazzarri. De Laurentiis ha dato il via libera, il direttore sportivo Bigon tiene i contatti con il Penarol e i procuratori del centrocampista, che piace in Italia anche alla Fiorentina e al Bologna. Non solo: negli ultimi giorni si è mosso il Valencia, ha presentato un’offerta per il suo cartellino il Villarreal, si è informato il Siviglia e si è fatto avanti l’Amburgo. I giornalisti uruguaiani, stregati dal piede sinistro di Ramirez, l’hanno definito “el nuevos Nedved”. Nel Penarol è diventato subito la luce del centrocampo. Con il terzino destro Matias Aguirregaray, classe ‘89, seguito dall’Inter, Ramirez è il pezzo pregiato della squadra giallonera, che ha vinto nella sua storia trentasei scudetti in Uruguay, oltre a cinque Coppe Libertadores e a tre Coppe Interncontinentali.
 

L'OFFERTA - Il presidente del Penarol, Juan Pedro Damiani, ha annunciato di aver ricevuto un’offerta dal Napoli. Ramirez è gestito dai procuratori Pablo Betancourt e Vincenzo D’Ippolito, gli agenti che in passato hanno agevolato il trasferimento di Gargano al Napoli e di Hernandez al Palermo. Nel Penarol è stato scoperto da Ribas, ma è diventato titolare con l’arrivo in panchina di Diego Aguirre, un ex centrocampista che nel 1988 fu tesserato dalla Fiorentina di Sven Goran Eriksson senza neppure esordire in campionato: solo qualche apparizione in Coppa Italia, prima di volare in Grecia, all’Olympiacos. Ramirez è un centrocampista dalle grandi potenzialità: a livello di struttura muscolare è già pronto per affrontare gli esami del calcio europeo.


LE CARATTERISTICHE - E’ un giocatore completo, perché abbina la forza atletica a un sinistro elegante. Può muoversi in una linea di centrocampo a tre, oppure da esterno classico in un 4-4-2. Ma grazie alla sua abilità negli inserimenti è anche nelle condizioni di agire alle spalle degli attaccanti, come è capitato a volte nel Penarol di Aguirre. Non è un fantasista, però: ha corsa e resistenza, è alto un metro e 83 per un peso-forma di 77 chili, si lancia nei contrasti, ha grinta e rispetta le consegne. Ha classe, ma nello stesso tempo disciplina tattica. Gaston Ezequiel Ramirez Pereyra è nato il 2 dicembre del 1990 a Fray Bentos, in Uruguay. Si era fatto ammirare già durante l’ultimo Mondiale Under 20 in Egitto, giocando tre partite su quattro e aiutando la nazionale celeste a raggiungere gli ottavi di finale, dove si è poi interrotta la sua corsa contro il Brasile. Nel Penarol si è imposto con autorevolezza. Ramirez rientra nei piani futuri di Tabarez, che ha espresso il desiderio di proseguire l’avventura sulla panchina dell’Uruguay: il centrocampista e il centravanti Hernandez (Palermo) sono destinati a farsi largo in vista del Mondiale del 2014 in Brasile, ma sono anche il segnale di un Paese che nel calcio sta ritrovando splendore e credibilità attraverso il lavoro importante svolto dai club nei settori giovanili.

Vuoi commentare o votare questo articolo? Registrati subito!

Copyright © 2008/2009 Kines S.r.l. - C.F. e P.IVA: 02970240160