Pirlo: «Con la Nazionale mi diverto molto»

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FIRENZE, 30 agosto - Potesse girare un film, lui che il regista lo fa di mestiere ma in mezzo al campo da calcio, Andrea Pirlo saprebbe già come titolarlo. Italia, isola felice. Invece è costretto quotidianamente a veder scorrere altri fotogrammi: club in crisi in Europa, stadi semivuoti e fatiscenti, terreni di gioco pericolosi, polemiche a sfondo politico. Poi arriva la nazionale e un pò di sereno, anzi di azzurro, si riaffaccia. "Io qui in nazionale mi diverto. Attenzione - dice il centrocampista - ci riesco anche alla Juve, è quel che provo a fare in ogni squadra in cui gioco". Ma l'isola felice della nuova nazionale è una parentesi di serenità. È questa voglia di divertimento puro, e non l'ingaggio (tra parentesi, dal netto del Milan al lordo della Juve) ad averlo spinto a cambiar maglia quest'anno.


LA NAZIONALE - Ed è lo stesso motivo per cui la formula Prandelli gli piace davvero. "Siamo il volto migliore del nostro calcio in Europa, questo è certo - sostiene Pirlo dal ritiro di Coverciano - Dobbiamo salire ancora molti gradini, al momento il modello Spagna è lontano: il Barcellona visto ieri col Villareal è imbattibile, gioca e si diverte. Però l'idea di Prandelli di un calcio palla a terra e veloce ti ridà il senso del divertimento, in allenamento e in partita. Stiamo a metà tra la Spagna mondiale e il Milan di Ancelotti". Ed è una boccata di ossigeno, una finestra spalancata sulla speranza. "Dissi due anni fa che il terreno di gioco di San Siro era pericoloso - ricorda oggi da Coverciano - e che per fare un gioco come quello della Spagna bisogna avere anche certi prati...Non è cambiato molto. Chiunque giri per l'Europa vede stadi e manti erbosi migliori. E dal confronto, è chiaro che il nostro calcio è indietro per competitività, ha ragione Galliani".


LO SCIOPERO - Inevitabile la parentesi sullo sciopero, per Pirlo segnale di malesseri più ampi. "Noi calciatori volevamo giocare, alcune società avevano interesse a rinviare: se hai 40 giocatori in rosa, non c'è dubbio, hai sbagliato i calcoli. E poi non firmi l'articolo 7...Quanto all'emendamento Calderoli - aggiunge - nessun problema, pagheremo quel che c'è da pagare. Ma attenzione, lo facciano tutti, anche chi non dichiara". Anche Pirlo, come Buffon, è convinto che la politica abbia usato l'argomento per sviare. "Non si doveva intromettere, ma quando ci siamo di mezzo noi calciatori vogliono mettere tutti il becco...". E poi c'è la questione dei contratti al netto: "Se un accordo stabilisce che le tasse le paga la società, non vedo perchè considerarlo carta straccia - è convinto Pirlo - ma poi una soluzione si trova sempre".


CASSANO - In ogni caso, discorsi che riguardano altri. Ad esempio Cassano. "La sua rabbia per il gol in fuorigioco di Gila in allenamento? Ci teniamo sempre anche in partitella - racconta Pirlo sorridendo - Ieri avevamo perso, oggi volevamo vincere, e alla fine qualcuno si è incazzato". Però, assicura Pirlo, l'eterno Peter Pan del calcio azzurro è cresciuto: "Più o meno nervoso? Io lo vedo sempre uguale. Intendo con la stessa voglia. La sua crescita è evidente, il bambino gli ha fatto bene".


BALOTELLI - Chi deve ancora crescere è invece Balotelli: "Ha i colpi da campione, ma deve far vedere ancora molto altro". Un po' come la sua Juve: "Tanti cambi e la voglia di tornare protagonisti: ora Conte ha bisogno di esterni e la società si sta orientando su quelli, il Milan è ancora avanti ma il nostro obiettivo minimo è la zona Champions". Ci sarà tempo per pensarci, sempre che riprenda il campionato. Ma in fondo sull'isola Italia non si sta poi così male.


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