Pepe rilancia la Juve, esplode la furia Lazio

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ROMA, 2 maggio - Una zampata di Pepe a pochi minuti dalla fine decide il posticipo dell'Olimpico e rilancia la Juventus nella corsa al quarto posto. La Lazio cade dopo aver dominato la partita per lunghi tratti senza però trovare la stoccata decisiva e resta inchiodata a 60 punti, solo uno in più di Roma e Udinese e quattro dai bianconeri. Battuta d'arresto per i biancocelesti, che sullo 0-0 reclamano un rigore per un fallo di Chiellini su Floccari e che perdono il match ridotti in inferiorità numerica per il doppio giallo a Ledesma. 


CORI CONTRO LA ROMA NEL MINUTO DI SILENZIO - Reja lancia Floccari-Zarate davanti, con l'argentino Garrido sull'out di sinistra. A centrocampo Hernanes si sposta esterno per lasciare spazio a Matuzalem nel ruolo di volante. Del Neri sceglie Barzagli come compagno di Chiellini, davanti Matri-Del Piero. Pepe e Krasic esterni. Prima del fischio d'inizio un minuto di silenzio per la scomparsa di Polentes, uno dei protagonisti dello scudetto biancoceleste del 1974, viene interrotto brevemente da cori contro la Roma, mai così fuori luogo, zittiti dai tanti fischi dopo pochi secondi.


DOMINIO LAZIO, BUFFON DECISIVO. MATRI, CHE OCCASIONE! - Zarate e Hernanes scaldano i motori e l'attenzione di Buffon, la Lazio crea gioco e gestisce la manovra. La partita al quarto d'ora si scalda: Melo entra duro su Zarate, Lichtsteiner si lamenta dopo un contatto con Pepe, Aquilani sente profumo di derby e stuzzica i biancocelesti. La Juve si fa vedere in avanti al ventunesimo con un cross di Grosso che Garrido appoggia in angolo, ma è solo una debole fiammata in un mare di gioco biancoceleste che a destra con Lichtsteiner spinge e mette in difficoltà Grosso, costretto al fallo e al giallo. Al 27' Brocchi va vicino al gol di testa, è un dominio biancoceleste nel mare della pochezza bianconera, imbarazzante per una squadra con ambizioni da Champions. Al 33' è Buffon a salvare la Juve, intervenendo di piede su un diagonale di Floccari, un minuto dopo contatto Hernanes-Chiellini in area a palla già uscita, è un assedio. Ma è incredibilmente degli ospiti l'occasione più grande, in un capovolgimento di fronte che per poco non si trasforma in beffa per la Lazio: un tocco di testa di Lichtsteiner su lancio di Del Piero diventa un assist per Matri (in posizione evidente di fuorigioco al momento del suggerimento del compagno), destro immediato che Muslera riesce a respingere in tuffo in maniera fortunata. L'episodio scuote la Juve che alza il baricentro, Del Piero in versione assistman scarica dalla sinistra per Felipe Melo ma la conclusione del brasiliano è altissima. Sarà l'ultima emozione del primo tempo, che vede anche l'ammonizione di Ledesma: diffidato, salterà Udine.


SQUADRE ALL'ATTACCO - Ripresa senza cambi, la Juve subito pericolosa: Grosso mette sul primo palo un pallone su cui Matri non arriva, Muslera blocca con qualche difficoltà, rischiando l'errore. Zarate risponde con il sinistro, a lato. Partita viva, Del Piero si trova libero di concludere al quinto minuto dal vertice dell'area, è la sua mattonella ma non è il tiro a giro a cui i tifosi bianconeri sono abituati. Replica biancoceleste quasi immediata con Brocchi, è la palla buona per il vantaggio ma il sinistro di controbalzo del centrocampista, in piena area, finisce alto. Squadre lunghe, si arriva con facilità alla conclusione: Felipe Melo di sinistro appoggia debole a Muslera.


CHIELLINI SU FLOCCARI, LA LAZIO CHIEDE IL RIGORE - La Lazio chiede il rigore poco dopo il ventesimo: Floccari in area tocca il pallone e Chiellini in scivolata gli tocca la caviglia, contatto netto su cui Mazzoleni sorvola: si infuria la Lazio, che chiede anche il rosso al difensore bianconero. I padroni di casa tornano padroni del gioco, nel giro di due minuti Hernanes con una botta da fuori impegna Buffon e Zarate non arriva su un cross del brasiliano, solo davanti al portiere. Cambi: Toni e Salihamidzic per Matri e Motta, Scaloni per Biava infortnato. Subito giallo per Brazzo che stende Matuzalem sulla trequarti.


ROSSO A LEDESMA, LAZIO IN 10 - La partita inizia a farsi confusionaria, anche la Lazio inizia con i lancioni per Floccari senza cercare il gioco, tante palle combattute nella trequarti juventina. Su una di queste Felipe Melo imposta il contropiede e salta Ledesma che allunga la gamba e lo stende: secondo giallo e doccia anticipata, superiorità numerica della Juve negli ultimi dieci minuti. Reja si copre, dentro Bresciano per Zarate tra i fischi dell'Olimpico.


È DI PEPE IL COLPO DEL KO - La Lazio si rintana a difesa di Muslera, pallino del gioco alla Juve che a due minuti dalla fine passa: cross di Salihamidzic, Toni sfiora, palla a Pepe che di sinistro trova il diagonale vincente grazie anche al tocco decisivo di Scaloni che manda fuori causa il suo portiere. Esultanza doppia per l'esterno bianconero, cresciuto nelle giovanili della Roma: corsa sotto la curva come fosse un derby per la zampata che vale tre punti. I tre minuti di recupero non servono alla Lazio per l'assalto disperato della Lazio: la Juve viola l'Olimpico e riduce a quattro le lunghezze dal quarto posto, occupato dai biancocelesti che ora sentono il fiato sul collo anche di Roma e Udinese, a un punto solo dall'aggancio. E domenica c'è Udinese-Lazio.

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