Parolo: «Rimasto al Cesena perché ci sto molto bene»

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CESENA, 1 settembre - Emanuele Giaccherini?: «Sarà quello che giocherà di più». È la profezia di Marco Parolo, suo ex compagno al Cesena e con lui uno dei protagonisti della salvezza dei romagnoli dell'anno scorso. «Io lo chiamo il "nano gigante"», ha spiegato Parolo intervistato da "Radio Sportiva", perché «nonostante l'altezza, ha grande gamba per fare tutta la fascia: va su e giù tutta la partita e poi mantiene lo spunto nei metri conclusivi». Insomma «è perfetto per il gioco di Conte, dovrà solo superare l'impatto sulla piazza di Torino».


SALTO DI QUALITÀ - Parolo ha anche parlato del suo mancato trasferimento in una big, un salto di qualità atteso dopo l'ottimo campionato che lo ha portato fino alla Nazionale: «Se sono qua a Cesena è perchè sto bene. È una piazza che mi ha dato tanto e alla quale ho dato tanto. Si vede che per trovare una piazza più importante devo fare qualcosa ancora meglio. Ho voglia di dimostrare anche nel prossimo anno che posso ambire a qualcosa in più».


MOLTO VICINO AL CAGLIARI - Ha comunque rivelato di essere stato vicinissimo al Cagliari: «È il club che mi è arrivato più vicino. Anche la Fiorentina mi ha seguito, anche se poi ha sterzato su altre piste con Lazzari e Munari. Ora pensiamo alla stagione che viene, mi va bene anche restare qui per un anno in più». Parolo ha, infatti, promosso il mercato dei romagnoli: «Mutu ed Eder sono forti, speriamo sia l'anno giusto per entrambi. E anche Martinez è arrivato con grandi stimoli. Qui a Cesena c'è grande entusiasmo, speriamo non ci distragga. Dobbiamo raggiungere al prima possibile la salvezza, poi possiamo pensare anche ad altri obiettivi».


NAZIONALE E SCIOPERO - Ultime battute per la Nazionale e lo sciopero: «Essere convocati è stata una grande esperienza, spero che mi venga data un'altra opportunità in azzurro». Quanto al rinvio della prima giornata, per Parolo «lo sciopero è stata una scelta inevitabile: noi calciatori a volte veniamo considerati oggetti, ma siamo la parte più importante del meccanismo. È servito a far riflettere tutti».


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