Paoloni: «Io dipinto come un assassino»

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ROMA, 1 agosto - "Mi hanno attribuito cose che non fanno parte della mia persona. Non mi sono mai venduto partite, non ho mai fatto male a nessuno. Mi hanno dipinto come un assassino: Marco Paoloni l'avvelenatore, il truffatore, lo scommettitore, il corrotto. Spero che col tempo possa venir fuori la vera figura di Paoloni, dipinta falsamente". Marco Paoloni prende la parola a 48 dall'avvio del processo sportivo davanti alla Commissione disciplinare per difendersi dalle accuse scaturite dall'inchiesta 'Last Bet' della procura di Cremona.


"LA VERITA'" - Nel corso di una conferenza stampa convocata a Civitavecchia assieme al proprio collegio difensivo (formato dagli avvocati Luca Curatti, Emanuela Di Paolo e Paolo Rodella), l'ex portiere di Cremonese e Benevento ha raccontato la sua storia, "la mia verità ". "Per me è stato un incubo, ho passato 17 giorni in carcere e 23 ai domiciliari, è stata una esperienza molto dura - ha confessato Paoloni -. Paura del processo sportivo e penale? Sono sereno, ottimista. Le accuse non mi appartengono. Combatterò e mi difenderò. E se ci sarà una squalifica non sarà un problema. È vero che mi preme tornare a giocare, ma soprattutto tutelare la mia immagine, infangata da questa vicenda. Voglio che venga riabilitata la mia immagine".

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