Palermo, manca un rigore. Quello di Lecce non c'era

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ROMA, 31 gennaio - I principali episodi da moviola delle partite della 22ª giornata della Serie A:


BRIGHI (Brescia-Chievo 0-3)


Andreolli su Filippini: da rigore


Brighi è un po’ in calo rispetto all’inizio della sta­gione. Al 5’, un errore che condiziona la partita: Andreolli entra in scivolata al limite dell’area (c’è il pallone che alza la nuvoletta di gesso della linea dell’area) e, con la gamba tesa, aggancia Antonio Filippini: che fosse fallo non ci sono dubbi, l’unico che può venire è che fosse sulla linea o appena fuori, l’impressione è che poteva starci il rigore.


BANTI (Bologna-Roma sospesa)


Domanda: perché il pallone giallo?

A nostro avviso sbaglia Banti anche ad iniziare la partita: il campo è completamente innevato, è ri­schioso per i giocatori. Non solo: che senso ha gio­care con il pallone giallo sul bianco? I 16’09”, per chi l’ha vista, si sono giocati senza... pallone.


ORSATO (Cagliari-Bari 2-1)


Su Bentivoglio e Matri: rigori ok

Torna Orsato, la sua prestazione non ha sbavatu­re importanti. Citazione di merito per i due assi­stenti, Di Fiore ma soprattutto Chiocchi (che arri­va dalla Can B). I due episodi-chiave: intervento di Canini su Bentivoglio, c’è il tocco sul piede sini­stro, giusto il rigore. Rigore anche per il Cagliari, probabile che Masiello, da dietro, tocchi sul pol­paccio Matri (fra i piedi e nella parte alta del cor­po non c’è nulla), Orsato è vicinissimo e assegna il penalty: condivisibile. Ok il 2-0 di Matri, in linea con Raggi sul colpo di testa di Canini.
 

PIERPAOLI (Genoa-Parma 3-1)


Paletta su Floro Flores: penalty


Un dubbio (piccolo piccolo) sul rigore assegnato al Genoa: Floro Flores va giù disinvolto, ma è anche vero che Paletta, che va a caccia del pallone, lo spinge alle spalle e prende solo il piede destro del rossoblù. Buono il gol di Crespo: è tenuto in gioco da Dainelli al momento del tiro di Valiani (respin­to malamente da Eduardo). Ok il 3-1: Kaladze è il gioco sul tiro di Marco Rossi (c’è Lucarelli) poi deviato da Paletta.
 

RIZZOLI (Inter-Palermo 3-2)


Thiago Motta su Kasami: rigore ok

Partita complicata, fanno discutere alcune deci­sioni tecniche (manca un rigore al Palermo, ma or­mai non è una novità) e valutazioni dal punto di vi­sta disciplinare (perdonati Thiago Motta e Coun­tinho, non Bacinovic). Gli episodi: ininfluente l’off side di Nocerino nell’azione dello 0-1. Santon, in­fatti, che sbaglia l’intervento, non può essere con­dizionato dalla posizione di fuorigioco del rosane­ro sull’assist di Ilicic per Cassani (lui regolare) vi­sto che ce l’ha alle spalle e non viene minimamen­te disturbato (è poi lo stesso Santon a tenere in gio­co Miccoli). Sulla posizione di Pastore, invece, se c’è fuorigioco rispetto a Maicon è davvero per mil­limetri (forse un piede). Punizione-cross di Micco­li, Thiago Motta in piena area allarga il braccio destro e colpisce il pallone: più volontario di così è difficile, era calcio di rigore. Contatto Lucio-Pa­store sulla linea dell’area di rigore rosanero: non c’è nulla. Tiro di Thiago Motta, respinta di Sirigu, pallone ad Eto’o che segna, ma è tutto fermo: fuo­rigioco, giusto. Contatto in area Balzaretti-Cam­biasso, che chiede il rigore, al rallenty qualche dubbio c’è. Entrata di Coutinho su Ilicic, manca il cartellino giallo. Colpo di testa di Ranocchia, Ba­cinovic ha il braccio destro raccolto al corpo: giu­sto non dare il rigore. Anche se si parla di Paler­mo, non si può non vedere il fallo di Thiago Motta su Kasami (il nerazzurro infila la gamba sinistra fra quelle del rosanero, agganciandolo): giusto il rigore. Il Palermo contesta la punizione dalla qua­le nasce il 2-2: c’è un primo intervento di Lucio in scivolata, è in leggero anticipo sul pallone rispet­to a Nocerino, ma va anche detto che il suo inter­vento è scomposto (ha entrambi i piedi alti). Su Lucio, poi, arriva Bacinovic che, pur non in manie­ra clamorosa, tocca il brasiliano sull’anca, che for­se esagera un po’. C’è il penalty per l’Inter: Munoz trattiene Pazzini (tenuto in gioco da Nocerino) per il braccio sinistro, qui dubbi ce ne sono pochi.


BERGONZI (Lecce-Cesena 1-1)

 Jimenez dentro la porta, ok l’1-0


Brutta partita per Bergonzi, che pure è l’arbitro più impegnato della Can A. Il rigore assegnato al Cesena è un obrobrio tecnico: Jimenez tira il pal­lone (volontariamente o no, non importa) sul brac­cio di Tomovic che è disteso lungo il corpo, se si muove è per sparire dietro le spalle (movimento appena accennato), averlo considerato volontario è inspiegabile. Nessun gol fantasma per il Lecce: quando Jimenez rinvia il pallone colpito di testa da Corvia, ha entrambi i piedi dentro la porta. Rego­lare la rete (sempre l’assistente Tonolini impegna­to) di Bogdani: quando Ceccarelli crossa, è tenuto in gioco dal piede sinistro di Gustavo.


ROCCHI (Napoli-Sampdoria 4-0)


Accardi su Cavani: penalty netto

 Altra buona prestazione per l’internazionale Roc­chi, subito in campo dopo Bologna-Lazio di dome­nica scorsa. E’ netto il rigore per il Napoli: Accar­di tocca solo la gamba destra di Cavani e mai il pal­lone, nessun dubbio. Regolare anche la rete del 4-0: quando Gargano serve Hamsik, quest’ultimo è tenuto in gioco da Volta e Dessena, poi Cavani è dietro la linea del pallone.


GIANNOCCARO (Juventus-Udinese 1-2)


Zapata, braccio fermo: non è rigore


Meglio in altre occasioni, Giannoccaro. Ci sono due falli di Domizzi (nel primo tempo cambia di­rezione rispetto al pallone, nella ripresa entra di­rettamente sull’uomo) ai danni di Krasic che me­ritavano punizione e giallo. Gli episodi: rinvio di Domizzi, ma svirgola, non è retropassaggio. Man­ca il giallo per Chiellini (su Sanchez). Punizione di Del Piero, “para” Sanchez: giallo, ok l’arbitro. Ma­no di Martinez, giallo per... Armero, interviene Co­pelli, Giannoccaro chiede scusa. Grosso su Pinzi: era punizione e giallo. Bonucci tiene in gioco Za­pata sull’1-1, dopo il gol le telecamere inquadrano Buffon, che si lascia andare a un’espressione che sembra blasfema. Colpo di testa di Melo, pallone respinto da Zapata più col petto che col braccio si­nistro, che comunque è fermo lungo il corpo: non è rigore. Bonucci entra da dietro, a pallone lonta­no, su Sanchez: rosso diretto. Poco dopo, Sanchez in scivolata su Del Piero, non sembra esserci con­tatto, Giannoccaro opta per il fallo con ammonizio­ne che per il friulano è la seconda: altro rosso.

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