Mourinho e Real Madrid: adesso è davvero dura

in

MADRID (SPAGNA), 2 dicembre - Dopo essere pas­sato sotto gli ingranaggi del­la macchina tritura-sassi blaugrana, il Real prova a ri­mettere insieme la squadra che, fino a lunedì, non aveva conosciuto sconfitte, neppu­re in amichevole, dall’arrivo di José Mourinho. Per il por­toghese non sarà semplice recuperare l’autostima smarrita al Camp Nou, spe­cie contro un avversario insi­dioso come il Valencia già al­le porte. Sabato il "Berna­beu" attende proprio i ragaz­zi di Emery, terza spagnola di Champions e 5ª in classifi­ca nella Liga. Ma oltre al mo­rale, lo Special One dovrà ri­costruire anche un undici che, tra infortuni e squalifi­che, è tornato in frantumi dalla trasferta catalana.


EMERGENZA - Le maggiori preoccupa­zioni, in que­sto momento, derivano dal­la moria di giocatori of­fensivi, un problema che Mou ave­va evidenzia­to fin dal riti­ro estivo. Le merengues
possono con­tare su un nu­mero stermi­natodi centrocampisti offen­sivi e trequartisti, ma in rosa contano solo due vere prime punte: Benzema e Higuaín. All’occorrenza, può adattarsi al ruolo Cristiano Ronaldo, ma proprio la presenza del portoghese nell’anticipo di sabato è in serio dubbio per una caviglia malconcia. Il ra­gazzo di Madeira - che ha ri­nunciato a essere oggi a Zu­rigo come testimonial della candidatura Portogallo-Spa­gna per il Mondiale 2018 - ha lavorato con un fisioterapista e le sue condizioni verranno valutate nelle prossime 48 ore. Peggio di lui sta Hi­guaín, il grande assente del derby di Spagna. IlPipitaè stato sottoposto a una serie di esami presso la clinica "Sanitas la Moraleja" e il re­sponso, come ha confermato il medico sociale del club, Carlos Díez, non è dei più tranquillizzanti: «Gonzalo soffre un’ernia al disco nella zona lombare che gli causa una parziale insensibilità nelle estremità inferiori». A questo punto, visto che la te­rapia conservativa adottata finora non ha dato frutti, èprobabile che l’attaccante sia costretto a operarsi, il che comporterebbe uno stop di due/tre mesi. Prima della drastica decisione, però, lo staff sanitario del club è in­tenzionato a chiedere alme­no un altro parere. Con l’ar­gentino fuori dai giochi, spa­zio a Benzema, ma non si escludono nuove incorpora­zioni. A gennaio potrebbe ar­rivare il portoghese Hugo Almeyda, rappresentato dal solito Jorge Mendes (mana­ger di Mourinho...), e non tramonta l’idea Fernando Llorente.


MAGINOT - Ma se l’attacco perde i pezzi, la linea difensi­va, apparsa pressoché im­perforabile fino al Clásico,non sembra stare molto me­glio. Con il Valencia, infatti, si vedrà lo schieramento ine­dito formato da Arbeloa, Pepe, Albiol e Marcelo, a causa delle squalifiche di Ricardo Car­valho e Ser­gio Ramos. Quest’ultimo, protagonista di una «entrata di estrema vio­lenza su Mes­si», secondo la testuale definizione di Xavi, si è pre­sentato ai microfoni per dire la sua sulle polemiche degli ultimi giorni. «Non avevo in­tenzione di far male a Messi. Mi ha addolorato sentirlo ri­petere. Nel corso della mia carriera, non ho mai causato infortuni a nessuno, i nume­ri lo dimostrano. Leo è rapi­do e io sono arrivato in ritar­do. Ma se guardate bene, non lo colpisco neanche con il piede, ma con la caviglia». L’agguerrito difensore dice la sua anche sulla rissa suc­cessiva con i compagni di na­zionale Puyol e Xavi: «Ci sia­mo affrontati, però la prima cosa che ho fatto il giorno do­po è stato chiamarli. Siamo grandi amici». C’è tempo an­che per una battuta sulle sanzioni per le autoespulsio­ni di Amsterdam. «Il club fa bene a presentare ricorso. Non abbiamo cercato quei cartellini». Nel frattempo, il Barça non si ferma e, tra la sfida di lunedì e quella che l’attende sabato a Pamplona, trova anche il tempo, seppur con le riserve, per la Coppa di Catalogna, in un triango­lare che l’ha opposto a Ho­spitalet ed Espanyol.


Vuoi commentare o votare questo articolo? Registrati subito!

Copyright © 2008/2009 Kines S.r.l. - C.F. e P.IVA: 02970240160