Milan scatenato: ora Toni, poi Balotelli!

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ROMA, 29 dicembre - Edin Dzeko al City. Lo avevamo an­ticipato tre giorni fa. L’operazione verrà formalizzata tra il 2 e il 3 gen­naio e Mancini potrà averlo disponi­bile contro l’Arsenal il 5. E’ stato co­me togliere un tappo e, a cascata, si è accesa la corsa all’attaccante. Con scenari tutti da decifrare, dentro lo stesso City, sempre più impegnato e concentrato nella corsa alla vetta del­la Premier.


URAGANO BALO - Perché se su Tevez lo stesso Mancini si è affrettato a dire che la telenovela era chiusa, per Ba­lotelli la giornata di ieri è stata piut­tosto movimentata. Il senso è questo: tempe­sta mediatica sul gio­iello italiano al mattino con il Daily Mail che ha scritto in un artico­lo dal titolo «Let me go home!» («Lasciatemi tornare a casa») di ma­lumori tali da riavvici­nare molto Supermario all'Italia. Scontento della città, senza amici fuori dal campo, un quadro desolante. Ha “caricato' anche il Sun riferendo di confiden­ze agli amici più stretti: voglia di Italia, di Milan per la precisio­ne, la squadra del cuo­re. Un'operazione com­plicata da fare ora, considerati i 28 milioni spesi da Mansur in estate. Molto più possibile a giugno 2011. Ed è su questa prospettiva che Adriano Galliani sta lavorando per il Milan. Perché il flirt a distanza esiste. E non da ora. Quasi volesse cancellare tutto con un colpo di spugna, Mario ha scate­nato tutta la sua rabbia contro l'Aston Villa con una personale tripletta nel 4-0 che ha lanciato i Citizens al co­mando della Premier (la sera c'era lo United appaiato, che però deve recu­perare due gare). E il suo manager Mino Raiola, ha chiuso la vicenda con un laconico: «Non ho commenti da fare. Per me sono solo cavolate, Balotelli non ha detto niente». E que­sto è vero: ma negare la voglia di Mi­lan di Balotelli - come la voglia di Ibra di giocare insieme - significhe­rebbe non rendere giustizia alla real­tà. Questo un manager navigato co­me Raiola lo sa, ma nel gioco delle parti deve tacerlo ora.


SUBITO IL VICE IBRA; L’IDEA C’E’ - Resta un problema in casa rossonera: da ri­solvere subito. Quello del vice Ibra, visto che Robinho e Cassano fanno altro e che Pato deve dare garanzie di tenuta fisica che ancora non è riusci­to a fornire. E che Inzaghi, ricordia­molo sempre Superpippo, ha finito la stagione anzitempo. E che Ronaldin­ho andrà via: certo, questo è il nodo per comprare ancora, ma alla fine Dinho andrà. Problema ancora più acuto in Champions, quello delle punte: Cassano non può giocare e la forza offensiva rossonera si ridurrebbe a 2/3 pezzi. E allora? E' riaffiorata una vecchia idea, già cullata in passato. Luca Toni. Il Ge­noa ha messo su una squa­dra che per ragioni anche accidentali, ha finito per non essere più al suo servi­zio, come piace a lui. Ester­ni infortunati, pochi cross: Preziosi per certi versi ha difeso l'investimento, ma per questo Genoa, per la classifica che ha, Toni può essere un lusso. Inutile ri­cordare gli intrecci Genoa­-Milan; da Papastathopou­los ad Amelia, a Boateng, ora un discorso aperto sul­la seconda metà di Palo­schi (visto che la prima i li­guri l'hanno presa dal Parma) e la metà del baby Strasser per chiudere il discorso riferito al ghanese. Toni è un altro capitolo di questa liaison:c’è gia stato un pour parler, poi un contatto, due. Prove di una trattativa che comunque in maniera ufficiosa ha già preso forma. Presti­to e diritto di riscatto per riparlarne a giugno. Toni accetterebbe, il Milan lo ricatapulterebbe in Champions League (che fascino!), tatticamente potrebbe persino coesistere con Ibra in certe gare in cui serve il pilone a fare a sportellate e lo svedese potreb­be inventare assist. E sembra che Al­legri gradisca parecchio. Il Genoa? Maccarone per esempio, se non Giu­seppe Rossi o addirittura Huntelaar per andare a raccogliere sogni. Toni al Milan è molto più di un’idea: è la voglia di provarci. E di riuscirci, sta­volta.


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