Mihajlovic: «Non facciamo come la Juve a Lecce»

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FIRENZE, 26 febbraio - «La trasferta di Bari è la partita più difficile che ci potesse capitare». Servono poche parole a Sinisa Mihajlovic per lanciare un messaggio alla sua squadra passata in una settimana dagli applausi per la vittoria di Palermo e la buona prova persa immeritatamente con l'Inter ai fischi per lo 0-0 interno con la Sampdoria. «Il Bari non merita l'ultimo posto, davanti ha buone qualità, farà di tutto per vincere perchè solo così avrà ancora qualche speranza. Se invece vinciamo noi sarà considerata una cosa scontata. Anche se nel calcio non c'è mai nulla di facile - ammonisce il tecnico viola - Per questo ai miei ho chiesto prima di tutto di non sbagliare atteggiamento come ad esempio ha fatto la Juve a Lecce». E come è accaduto alla Fiorentina con Roma e Lazio «contro cui scendemmo in campo pensando più a non perdere che a provare a vincere», e di recente al Franchi nel primo tempo con il Brescia.


GLI STIMOLI - Da qui a fine campionato mancano tre mesi che si riveleranno decisivi anche per le scelte future del club viola. Tutti sono sotto esame, da Mihajlovic ai giocatori, cosa che potrà stimolare ma pure condizionare. «Per quanto mi riguarda io sono sempre stimolato - risponde Sinisa - In questi tre mesi tutti dovremo cercare di fare bene poi alla fine si faranno i conti. Gli stessi giocatori ne sono consapevoli. Sarà la società a decidere chi resta e chi parte, noi preoccupiamoci solo di noi stessi restando uniti, sereni, compatti, con l'obiettivo di fare più punti possibile». Cercando così anche di dare un senso all'attuale stagione: «Vediamo i prossimi impegni con Bari, Catania e Chievo, se i risultati saranno altalenanti avremo sempre meno tempo per recuperare, se positivi allora faremo il punto per capire dove possiamo arrivare. Comunque mi pare che tutte le squadre, anche le prime, soffrano quando incontrano avversari che giocano chiusi, non solo noi contro la Samp. Penso alle recenti prove di Milan, Inter, Napoli che paragonano come gioco al Barcellona, Roma. In certi casi per sbloccare una gara serve un colpo di fortuna, una giocata di un campione, sennò è dura - sottolinea Mihajlovic - Come stanno i nostri assi Gilardino, Mutu, Montolivo? Vediamo domani». Idem per Vargas dolorante alla caviglia che da tempo lo fa tribolare: «Deciderò solo all'ultimo se schierarlo titolare». I dubbi insomma restano. Intanto tecnico e giocatori viola, oltre alla visita di Andrea Della Valle, hanno ricevuto stamani allo stadio Franchi quella del sindaco di Firenze Matteo Renzi: «Era giusto far sapere alla squadra che la città le è vicina in un momento difficile, finora c'erano state poche occasioni per incontrarsi», ha detto Renzi che si è poi intrattenuto anche Della Valle e i dirigenti viola.

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