Miccoli: «Io fuoriclasse? Giudichino gli altri»

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PALERMO - Due giorni dopo la tripletta rifilata all'Inter, che lo ha proiettato nella storia del Palermo, Fabrizio Miccoli è tornato a parlare con i giornalisti e lo ha fatto com'è suo solito: con brutale franchezza e non rinunciando a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il primato di bomber della ultracentenaria storia rosanero, con 64 gol, due in più del 'pioniere' Carlo Radice (attaccante degli anni Trenta), non glielo toglie più nessuno, ma Miccoli ci tiene a sottolineare di non dover dimostrare niente. "Ognuno di noi, alla fine, ha quello che si merita - fa notare, nel corso di una conferenza stampa - tutte le scelte che ho fatto mi sono venute dal cuore e dalla testa. Forse avrei potuto fare di più, ma non rimpiango niente di quello che ho fatto finora. Lascio giudicare agli altri se sono un fuoriclasse. Passare dal ruolo di uno che costringe la squadra a giocare in 10 in trasferta a eroe di San Siro, comunque, è una grande soddisfazione".


DENTRO E FUORI CAMPO - Anche nell'attuale stagione non sono mancati i momenti di pausa, ma alla fine il 'Romario del Salento' è sempre riuscito a risollevarsi. "Gli alti e bassi derivano dalle mie condizioni fisiche - sostiene Miccoli - il campo ha sempre dimostrato il mio valore. Quest'anno ho iniziato così, così, per vari infortuni, ma adesso sto bene e voglio continuare. È normale che un calciatore venga giudicato per le prestazioni sul campo". Poi, torna sulla vicenda extracalcistica che lo ha coinvolto a metà settembre. "All'andata ho rifilato due gol all'Inter e il giorno dopo mi ritrovo sui giornali per altri motivi. Anche questo ci può stare, per carità. Io capisco i giornalisti, perchè Miccoli amico del figlio di una persona che è stata arrestata fa notizia. Si è parlato di tutto, però, tranne del fatto che questa persona ha la mia stessa età e che mi ha rispettato più di tutti da quando ci conosciamo". La persona alla quale fa riferimento Miccoli è Mauro Lauricella, figlio di Antonino, detto 'Scintillone', il boss arrestato a Palermo l'estate scorsa. "Questa persona non mi ha trattato come il calciatore Miccoli, ma come Fabrizio e come suo amico - conclude il bomber del Palermo -. Ci poteva stare, ma da qui a finire per tre o quattro giorni sui giornali per vicende extracalcistiche, ce ne passa. Alle 6 del mattino mi alzavo per dare il latte a mio figlio Diego e mi vedevo in tv, allora pensavo che c'era qualcosa che non andava e ho deciso di non parlare più, perchè io non sapevo niente di questa cosa. Io ho trattato Mauro come tratto chiunque, non rinnego l'amicizia verso questa persona e non la rinnegherò mai, perchè io tratto le persone in base a come si comportano con me".

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