Marotta: Juve, colpa di tutti. Serve un'analisi precisa

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TORINO, 27 febbraio - Beppe Marotta è deluso. La sconfitta della Juve contro il Bologna è un duro colpo da assorbire, un ko che allontana definitivamente i bianconeri dalle zone alte della classifica e che costringerà il club all'ennesima rivoluzione ad appena un anno di distanza dall'ultimo fallimento.


La squadra ha messo in mostra una grande fragilità. È un problema di valore tecnico o è una questione mentale?


«Credo sia più che altro un fattore mentale, questa paura che attanaglia i giocatori quando subiscono un gol. Con tutto rispetto per il Bologna, non credo sia un problema di valori in campo, avevamo tutti gli estremi per essere uguali a loro. Invece, dopo il gol, ci siamo disuniti e ho visto uno scoramento mentale da parte della squadra e questa credo sia l’analisi più giusta e realistica del momento».



La presa di posizione molto dura della società nei confronti della squadra, ha creato una spaccatura interna?


«Spaccatura no, abbiamo a che fare con degli uomini e con dei professionisti che sanno benissimo quello che devono fare. Credo sia un fatto di trovarsi in una situazione di grande disagio e non saperne venire fuori. L’aspetto psicologico è determinante nel farci vedere delle prestazioni che sicuramente non sono sufficienti».



Conferma la volontà della società di andare avanti con Delneri?


«Se di colpe dobbiamo parlare, dobbiamo essere inseriti tutti, non credo che l’imputato maggiore sia l’allenatore, anche perché in campo ci vanno i giocatori e con tutto rispetto per il Bologna, i valori in campo stasera erano uguali, se non superiori i nostri, e quindi dobbiamo tutti insieme cercare di venirne fuori. Non è facile perché i tifosi si aspettano molto dalla Juventus ed è giusto che sia così, è il blasone e la storia a pretenderlo. La prima cosa che dobbiamo fare è dunque riconquistare la credibilità nei confronti dei tifosi, abbiamo tutte le capacità per farlo. Certo, è un campionato ormai falsato perché non possiamo più ambire a grandi traguardi però ci sono undici partite che dobbiamo onorare fino in fondo, interpretando ogni partita come se fosse una finale. Dobbiamo andare avanti, a caldo è difficile fare un’analisi precisa del perché questa squadra non riesca ad esprimersi. Dobbiamo farlo da oggi con molta calma, io, il Presidente e l’allenatore, mettendoci attorno ad un tavolo e capire quali sono le terapie d’intervento. Il Presidente, negli interventi di questa settimana, non ha fatto altro che mettere i giocatori davanti alle loro responsabilità cercando di ottenere ancora di più da loro, ma le dinamiche del calcio a volte sono anche difficili da analizzare nel modo giusto e in modo razionale. Ci sono situazioni atipiche che vanno analizzate di settimana in settimana e non sempre ci sono delle risposte precise. Bisogna eliminare lo scoramento, la squadra è con l’allenatore e quindi bisogna inculcare la giusta determinazione e la giusta carica, importanti per un momento della stagione come questa».


Non crede che Delneri sia un po’ in confusione, vista le scelte di stasera?


«Non mi sembra corretto dare delle risposte su questo argomento. Le colpe sono di tutti e quindi tutti dobbiamo venirne fuori nel rispetto dei tifosi».



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