Maradona va a Mosca, scatta la spy story

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ROMA, 29 settembre - Si muove Maradona ed è subito giallo! Come si è diffusa la notizia che l'ex Dt dell'Argentina si recava in Russia per alcune iniziative, sono apparse notizie di vario genere, alcune delle quali palesamente costruite ad arte.


DIEGO A MOSCA - Nel carnet di Maradona ci sono due iniziative a Mosca. Una di natura benefica, un'altra meramente commerciale e personale. El Pibe de oro ha accettato di partecipare a un "tiro a bersaglio", organizzato dal mega centro distributivo ЦУМа (TCUM), dove deve colpire 10 sagome da una distanza di 16 metri che valgono ciascune somme dai 25.000 ai 300.000 dollari, il tutto da destinarsi alla creazione di un fondo per donatori di midollo osseo ai bambini ammalati di cancro.


OROLOGI E PUSHKIN CAFE' - L'altra iniziativa è la pubblicità di una linea di orologi con la quale Maradona ha interessi da tempo. Dietro l'iniziativa c'è l'Horology house Hublot e la location per la promozione commerciale è prevista al numero civico 26 Tverskoi Bulvar di Mosca dove nei pressi c'è anche il celebre Café Pushkin. Diego è atteso nel pomeriggio (17.30 ora locale) per coloro che volessero vedere il Pibe abbastanza da vicino.


MESSI E DINTORNI - Ma quando c'è Maradona in circolazione la sterminata Russia diventa subito un mega set per una spy story a sfondo calcistico perché a centinaia di chilometri di distanza da Mosca, a Kazan, si gioca per la Champions League la gara Rubin-Barcelona con Lionel Messi probabilmente in tribuna per le precarie condizioni fisiche. Ebbene, il quotidiano argentino "Cronica" ha scritto che Maradona voleva incontrare Messi per averlo alleato nella battaglia per il suo ritorno sulla panchina della Nazionale argentina. Poche battute per scatenare una ridda di smentite ma anche allusioni, dietrologie e altro ancora.


AMBIENTE SURRISCALDATO - In Argentina la panchina della Nazionale ormai è un affare di stato nonostante il tecnico ad interim Sergio Batista tenti di gettare acqua sul fuoco in ogni occasione. A riaccendere i fuochi è stato lo stesso Maradona che in un'intervista ha detto che Sergio batista non è conosciuto nepppure in Uruguay, una maniera per dire che el Checho non è nessuno. Diego non è stato decisamente elegante verso il collega, ma dentro l'AFA (Asociación del Fútbol Argentino) e nei paraggi di essa ormai è lotta ai ferri corti dove non si escludono sorprese clamorose.

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