Malesani: «Sono arrabbiato ma non cerco rivincite»

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BOLOGNA, 25 febbraio - Con poca voce, ancora con le scorie della sconfitta con la Roma, ancora più convinto che De Rossi andava espulso e che il suo Bologna non meritava di perdere. Così si è presentato Alberto Malesani, alla vigilia della partita di Torino con la Juve. «Ma non cerco una reazione - ha chiarito - perchè la squadra sta giocando bene. Né voglio rivincite».


ANDATA - Questione inevitabile, perchè proprio contro i bianconeri all'andata finì senza reti, con un plateale tuffo di Krasic poi punito dalla prova tv. Il rigore fu fallito da Iaquinta, ma a fine gara Malesani aveva ricordato come un altro episodio simile con la Juventus gli avesse quasi rovinato la carriera: il famoso gol di Cannavaro annullato dall'arbitro De Santis, quando lui allenava il Parma. Questa volta il tecnico, di fronte a chi gli domandava se fosse preoccupato per gli arbitri, ha risposto solo di passare ad un'altra domanda. «Sono nervoso - ha detto invece - perché ho guardato la partita di mercoledì tre volte».


RABBIA - A farlo arrabbiare, soprattutto il modo in cui è stato letto il match dalla stampa. «L'ho riguardato per stare tranquillo, visto che la cosa che è passata è che abbiamo perso per un errore di Casarini - ha spiegato - ma riguardarla mi ha rinfrancato e mi ha confermato quello che pensavo. Casarini (che perdendo palla aveva causato il vantaggio giallorosso, ndr) è stato uno dei migliori in campo. E De Rossi andava espulso. Lo ha ammesso anche lui che a parti invertite avrebbe protestato. Io penso che a parti invertite si sarebbero fatti dei processi».


REAZIONE - Nessuna ricerca di reazione, quindi, perchè la squadra non deve reagire a nulla: «Stiamo giocando bene e non vedo perchè non dovremmo continuare a farlo». Nè c'è più, a parole, rancore per il 'caso-Krasic': «Per quella storia è già stato punito», ha risposto. Così Malesani ha preferito spiegare come pensa di affrontare la Juve, «che si sta ricostruendo con la voglia di tornare ad essere la Juve», sul campo. «Dobbiamo - ha spiegato - impedire loro di esprimersi, sfruttando gli errori». Peccato che a Torino una vittoria rossoblù manchi da 30 anni. «C'è sempre una prima volta. Io là ho raggiunto dei successi importanti», ha ricordato. E le quattro partite senza gol di Di Vaio? «Ho detto in tempi non sospetti - ha fatto notare - che avevamo bisogno di un rinforzo offensivo, uno forte fisicamente, ma per i problemi finanziari non è arrivato nessuno. Certo, se avessimo uno come Matri sarebbe diverso».


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