Luis Enrique: «Non sarò il sostituto di Guardiola»

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BARCELLONA, 1 giugno - Luis Enrique è sicuro: non sarà lui a prendere il posto di Pep Guardiola sulla panchina del Barcellona. L'ormai ex tecnico del 'Barça B', si dice convinto che i blaugrana «hanno già il miglior allenatore possibile», e spera che Guardiola «resti ancora per molti anni».


NON VIVO DI SOGNI - «La gente è molto affettuosa con me -racconta Luis Enrique - Il Barcellona è casa mia, e so che tutto l'amore che ho ricevuto mi ha aiutato a fare bene. Ma diventare l'allenatore della prima squadra è un'altra cosa. E' un ruolo a disposizione di pochi, e in questo momento abbamo il migliore. E spero possa restare ancora per molti anni. Ciò che avverrà dopo non lo sa nessuno». «Solo il fatto di essere stato preso in considerazione per me è già abbastanza -aggiunge-, ma non si vive di sogni». Luis Erique è tra i possibli candidati alla panchina della Roma, ma lo spagnolo non si sbilancia sul suo prossimo futuro. «Per il momento vorrei riposarmi, anche se non sarà facile. Poi, se un giorno dovesse arrivare la proposta del Club (il Barcellona ndr), la dirigenza mi riterrà capace e sarà il momento giusto, vedremo. Ma per adesso non è il mio obiettivo. Ora mi interessa vivere il presente, niente di più».


LA FILOSOFIA DI 'LUCHO' - Luis Enrique 'Lucho' si sofferma poi sulla sua 'filosofia' di gioco: «Come sono riuscito a far capire ai miei giocatori l'importanza della squadra rispetto agli interessi del singolo? Ma questo è il calcio. E' uno sport di squadra. Non ci possono essere giocatori che hanno obiettivi personali che superano quelli del gruppo. Non esiste questa possibilità. Un giocatore gioca bene se gioca bene tutta la squadra. E se vuole mettersi in mostra, deve fare quello che gli dice l'allenatore, che è sempre quello che è meglio per la squadra. Anche io, come allenatore, non ho obiettivi personali. Penso solo a vincere. Poi, chiaramente, penso anche a far arrivare i giocatori in prima squadra e, quando Pep (Guardiola ndr) ne ha bisogno, a farli trovare preparati. Per fortuna la mia filosofia e quella di Guardiola sono ugali».


MEGLIO DEI CAMPIONI - «Per me i miei giocatori sono più forti di quelli della prima squadra -conclude-. Penso, anzi, che volendo possono anche batterli. Sicuramente qualcuno penserà che questo è impossibile, perà è questa la mentalità che trasmetto ai miei giocatori. Voglio che il calciatore pensi che possa veramente battere i campioni, e deve sapere che l'allenatore ha piena fiducia in lui. Per me questo è un elemento fondamentale. Non posso accettare che un giocatore non sia ambizioso o non pensi di dare sempre il massimo, perché starebbe ingannando se stesso, non me».

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