L'orgoglio di Giannini e l'occasione per il Bari

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ROMA - Il Principe che si dimette dopo aver battuto il Pescara di Zeman è senza dubbio la notizia più ghiotta di questa diciottesima giornata del campionato cadetto che pure rivela altre verità. Ma andiamo per ordine. Giannini, dopo aver tollerato in silenzio le critiche al proprio lavoro e i mugugni del Comandante Camilli, torna prepotentemente sulla scena, dimettendosi da allenatore del Grosseto e spiegando così la sua decisione inattesa, ma evidentemente meditata: «Un allenatore non può essere messo in discussione e sotto esame dopo ogni partita. Io non ho nulla da dimostrare a nessuno. Pertanto, già prima di questa gara, avevo deciso che sarebbe stata l'ultima della mia gestione al Grosseto. La squadra? Non ha nessuna responsabilità in questa decisione, come si è visto anche questa volta, i ragazzi sono stati stupendi, lottando e battendosi al meglio. Ma - ripeto - non è possibile essere giudicati continuamente. Sono sereno, ma per lavorare bene c'è bisogno di tranquillità e di un periodo ampio, al termine del quale è giusto che una società valuti cosa si è fatto e prenda una decisione». Motivazioni razionali dopo la 3ª vittoria fuori casa in altrettante trasferte (Nocerina e Padova le altre vittime) e i ko interni (Bari, Varese e Juve Stabia) che avevano di fatto disturbato il presidente Camilli. Eppure con 26 punti (17 dei quali non erano bastati ad Ugolotti ad evitare l’esonero dopo 12 giornate) il Grosseto è in piena lotta play off nonostante un organico non paragonabile, ad esempio, a compagini del calibro di Reggina e Sampdoria costruite per vincere o, come lo stesso Bari (questa sera posticipo con il Cittadella, ore 20,45) e l’Empoli partiti con ambizioni di vertice. Anche per questo il ritiro di un tecnico capace e vincente, toglie qualcosa al campionato cadetto che ci riserva altre sorprese.


IL CASO PADOVA-TORINO - Rischia di diventare un caso vero il clamoroso balletto dell’Euganeo. Una gara trascinata sino al 31’ della ripresa tra black out e tentativi di proseguire alla fine abortiti per evidente buio pesto calato sullo stadio veneto. Cosa succederà? Il Torino ha presentato riserva scritta. E il Codice di Giustizia Sportiva (art. 17, comma 1) parla chiaro: nel caso in cui una partita venga sospesa per fatto addebitabile alla società ospitante, la stessa potrà perdere la gara (0-3) a tavolino. A meno che non sia dimostrata l’eccezionalità dell’evento. Di recente un caso analogo c’era stato in Benevento-Taranto, sospesa per 23’. L’arbitro decise di riprendere la gara e di portarla a termine e il ricorso dei pugliesi, che avevano denunciato un andamento non regolare, è stato respinto dal Giudice sportivo in base al referto dell’arbitro, l’unico autorizzato a valutare le condizioni di gioco. L’ultima parola sull’Euganeo spetterà, dunque, a Calvarese. Una parola che può influenzare non poco il campionato del Toro e di chi insegue.


REGGINA FERMATA DAL PALO - Si ferma contro il palo il tentativo di assalto alla Sampdoria della Reggina. E’ Bonazzoli a far vibrare i legni del Granillo, ma di più Breda non riesce a fare nonostante il nuovo assetto tattico che prevede e prevederà una difesa a quattro (reintegrato finalmente Cosenza, uno dei migliori difensori della passata stagione). Iachini si accontenta del pari, dopo aver provato a vincere. Ma alla fine centra il terzo punto in tre gare. Dunque, il problema non era Atzori. La corazzata doriana arranca e se è vero che il nuovo allenatore non ha la bacchetta magica, è anche vero che senza uno scatto mentale la promozione in A resterà una chimera.


OCCHIO A MANDORLINI - Chi guarda sempre più in alto è il Verona di Mandorlini. Il secondo posto in classifica è la logica conseguenza dei 21 punti conquistati nelle ultime sette gare. I gialloblù passano a Livorno e fanno arrabbiare sul serio Novellino, incapace di competere con la squadra del momento con l’uomo in meno e con un pugno di imberbi. Il Livorno chiuderà poi in nove uomini e non è nemmeno la prima volta. Ecco perché Monzon urla anche senza voler offrire alibi a Spinelli.


CROTONE DI FERRO - In inferiorità numerica non si piega nemmeno il Crotone di Leonardo Menichini che blocca il Sassuolo e sfiora un clamoroso successo con l’uomo in meno. All’ambizioso Pea il pari va di lusso, anche perché la sensazione è che allo Scida soffriranno ancora in tanti.


ASCOLI KO A EMPOLI - Chi soffre è anche l’Empoli di Carboni che pure sorprende l’Ascoli di Silva (primo ko). Ancora sugli scudi Tavano al 12º gol stagionale. Ma i marchigiani sfiorano, con il solito Papa Waigo e con il baby Beretta, una sensazionale rimonta e un 3-3 partendo dal 3-0. Insomma, squadra viva quando metà del torneo se ne sta andando e con un’imminente sentenza del Tnas che potrebbe ridare più di un punto al club marchigiano, allora sì in grado davvero di riaprire il discorso salvezza.


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