L'Inter va in pressing: «Mourinho, resta con noi»

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MILANO, 10 maggio - Tutto San Siro gli ha urlato il suo amore e gli ha chiesto il restare a Milano. Con cori, striscioni e applau­si. La scena ancora una volta è stata tutta sua, di José Mourinho da Setubal. Ieri il portoghe­se non è stato in­censato per le polemiche sca­tenate contro la Roma nei giorni precedenti e successivi alla finale di Coppa Italia (qualche striscione al veleno contro la Sensi, la Roma e Totti è comunque stato espo­sto). Il popolo di fede nerazzurra lo ha semplicemente ringraziato per il lavo­ro degli ultimi due anni e, mentre l’In­ter attraverso le parole di Moratti e Paolillo manifestava preoccupazione riguardo a un possibile addio (l’ombra del Real Madrid è minacciosa...), la gente lo ha invitato a non lasciare l’Ita­lia. Senza incertezze.


STRISCIONI - «Mou, se ci lasci non va­le» : eccolo l’isolato striscione esposito in curva Sud, poche ma significative parole. Il resto lo ha fatto la Nord, con messaggi impossibili da essere equivo­cati. «Pensi come noi, agisci come noi, ami l’Inter come noi: l’unica certezza di questa meravigliosa stagione infini­ta, comunque vada... Mourinho a vita» e ancora «Con voi 2 non ci sono sogni proibiti. Moratti-Mourinho per sempre uniti» . Nonostante si stesse giocando la partita, l’ex tecnico del Chelsea ha let­to i messaggi d’amore e ha sentito i cori di San Siro esattamente come aveva avvertito i boati dello stadio quando, al­la lettura delle forma­zioni, lo speaker ha gri­dato tre volte il suo no­me. Mou ha salutato con la mano e in quel mo­mento ha avuto l’ennesima conferma di essere entrato nel cuore degli interi­sti. Gli è stato “perdonato” anche un tocco non perfetto di piede quando il pallone è transitato nella zona della sua panchina (altra ovazione). «Resta al­meno fino al dicembre 2012» gli ha chiesto qualcuno che evidentemente crede che allora ci sarà la fine del mon­do. Tanto amore non è stato però suffi­ciente per fargli ritrovare la parola e quando ha lasciato San Siro, di fronte alla domanda di un giornalista («Quando tornerà a parlare?»), José è stato chiaro: «Mai».



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