Lega-Aic: accordo vicino. Si discute sui dettagli

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MILANO, 1 settembre - Sull'accordo colletivo Lega e Aic sembrano a un passo ma a dividerli è ancora un dettaglio non irrilevante, cioè la durata del contratto. La Lega già da ieri sera ha fatto sapere all'Aic che vorrebbero aumentare la durata del contratto al 30 giugno 2012. Questo perché Beretta e i presidenti dei 20 club di A sono convinti di poter giungere grazie all'impegno del sottosegretario allo sport Rocco Crimi alla riforma della legge '91 in tempi brevissimi, non impegnando in questa riforma spese e finanziamenti da parte dello stato. Una legge '91 modificata imporrebbe inevitabilmente un nuovo accordo collettivo, perché l'elemento essenziale della riforma dovrebbe riguardare la figura del calciatore, cioè il suo status che attualmente è quello di lavoratore dipendente. L'Aic al contrario ritiene che bisogna rispettare le norme. I contratti normalmente sono triennali, quello vecchio è scaduto a giugno dello scorso anno e quindi questo nuovo deve restare in vigore fino al 30 giugno del 2013.


IL PUNTO - L'altro punto in discussione è sempre il famoso articolo 7, quello sugli allenemanti differenziati. La Lega chiederà di definire un nuovo testo di questo articolo in un breve arco di tempo, 15-30 giorni al massimo. Impegnandosi, allo stesso tempo, a recepire l'interpretazione della vecchia norma fornita dal presidente federale, Giancarlo Abete, nel caso non si riuscisse a definire questo nuovo testo condiviso. Su questo argomento l'Aic avrebbe dato il suo via libera. Se tutti i tasselli tra oggi e domani dovessero andare al loro posto, il contratto potrebbe essere firmato lunedì prossimo in una sede autorevole: Palazzo Chigi. Infatti il sottosegretatio Crimi ha fissato insieme al presidente del Coni, Gianni Petrucci, un incontro con le componenti del calcio (Federazione, Lega, Aic) per avviare una riflessione su tre temi che stanno decisamente a cuore dei presidenti dei club: legge sugli stadi, riforma per la legge '91, normativa per la protezione dei marchi. La firma in quella sede sarebbe un grande colpo di teatro anche perché avverrebbe alla presenza del governo e dello stato maggiore dello sport italiano.


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