L'Avellino si abbona al pari

Viscido l'unica nota lieta

AVELLINO - In un Avellino che va ancora a corrente alternata, in una formazione che non riesce a trovare la giusta continuità, che dopo un mese di lavoro alterna buone trame di gioco a black-out imperdonabili, Filippo Viscido è un delle note liete. E lo dimostra il fatto che è stato tra i pochi a salvarsi dai fischi rivolti alla squadra nell’ultimo turno casalingo contro la capolista Vigor. Una partita da applausi per lui, interpretata alla perfezione dopo aver ritrovato una maglia da titolare. Il giovane centrocampista arrivato all’ombra del Partenio grazie ai buoni rapporti con la Cavese, però, non ha potuto vivere la gioia di restare in campo per l’intero match, in quanto mister D’Arrigo ha deciso di sostituirlo nello scorcio finale della sfida. Un giocatore che meriterebbe sicuramente maggiore fiducia e considerazione viste le grosse qualità e gli ampi margini di miglioramento. Cuore, grinta e polmoni per il salernitano che vanta già nel suo curriculum un campionato di D con la casacca del Pomigliano, con cui ha disputato un campionato da autentico protagonista inanellando 32 gettoni. “La squadra ha fatto bene- afferma - penso che sul campo abbiamo dimostrato di non essere inferiori al Lamezia. Le occasioni per raddoppiare ci sono state, ma non siamo stati capaci di sfruttale. Poi, se ci si mette anche la sfortuna, con gli avversari che al primo e unico tiro in porta fanno goal, diventa tutto più difficile”. Quarto pareggio di fila, vittoria che non arriva, una condizione atletica migliorata: a questo punto non credi che sia un problema mentale, un blocco psicologico da parte della squadra? “Non credo, anzi sono convinto che questa ‘sindrome’ da pareggio finirà già dalla gara di domenica. Stiamo crescendo e contro l’Hintereggio sono convinto che arriverà la prima vittoria”.
Capisce l’amarezza della gente, però ritiene ingenerosa la contestazione a fine gara...
“Noi abbiamo grandissimo rispetto degli avversari, la Vigor è un’ottima squadra, siamo scesi in campo senza alcun timore reverenziale e penso che sia stato evidente. Affrontando con grande determinazione i nostri avversari, siamo usciti dal campo a testa alta. E’ normale che i tifosi vogliano sempre vederci vincere, quando abbiamo deciso di indossare questi colori sapevamo che avremmo trovato un pubblico competetene ed esigente. Noi stiamo facendo il massimo per riuscirci e sono convinto che non ci sarà ancora molto da attendere.
Meno belli e più incisivi: non credi che sarebbe il caso di essere più determinati?
“Ci vuole più cattiveria sotto porta, più cinismo. Lo sappiamo, purtroppo però è nel nostro Dna provare ad offrire sempre un buon spettacolo. Anche se questo non paga. Comunque siamo ancora gli inizi, non dobbiamo demordere perché il lavoro prima o poi darà risultati. Gli avversari ci temono, ho visto Rigoli negli ultimi dieci minuti della partita, chiedere più volte quanto mancasse”.Contento della tua prova? “Decisamente, dopo l’attacco febbrile che mi aveva colpito pensavo di non farcela. Invece sono sceso in campo e ho retto bene”.
Essendo alla seconda esperienza in questo campionato, cosa hai consigliato a qualche compagno più giovane? “Nulla, io credo che i nostri under siano i migliori del torneo e sul campo hanno già dimostrato di avere qualcosa in più rispetto agli altri”.

Fonte: 

irpinianews.it

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