James Rodriguez passa al Porto, anticipate Juve e Napoli

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ROMA, 3 luglio - Il Porto ha lavorato nell’ombra ed è sbucato a sorpresa sul colombiano James Rodriguez: ha incontrato i dirigenti argentini del Banfield, ha messo sul tavolo cinque milioni e mezzo di euro e ha fatto firmare al centrocampista un contratto fino al 2015. Una trattativa conclusa nella notte fra giovedì e venerdì: diciannove anni fra qualche giorno, nato a Cucuta il 12 luglio del 1991, Rodriguez è uno degli under 20 più stimati nel panorama internazionale. Ha la stoffa del trequartista classico, perché accarezza il pallone con la magia dei sudamericani, ma ha caratteristiche particolari e una mentalità moderna che gli hanno fatto trovare lo sbocco giusto sulla fascia sinistra, nel ruolo di esterno.


QUANTE QUALITA'! - Rodriguez ha talento e velocità: accende la manovra e prende il sopravvento partendo da lontano, da una posizione defilata, come ha dimostrato in quest’ultimo anno nel campionato argentino. Ed è proprio nella veste di guastatore, arretrando di qualche metro il suo raggio d'azione, che ha cominciato a imporsi, senza così vincolare i suoi allenatori alla necessità di schierarlo alle spalle degli attaccanti. Un fantasista atipico, mascherato da centrocampista: imprevedibile e difficile da arginare quando punta l’avversario con le sue finte, i suoi scatti, le sue percussioni.


MERCATO IN ITALIA - Rodriguez piaceva al Napoli e all’Udinese. A gennaio era stato avvicinato dalla Juventus, che lo aveva fatto studiare dal capo degli osservatori, Renzo Castagnini: poi, dopo l’ingresso del presidente Andrea Agnelli e del direttore generale Giuseppe Marotta, i bianconeri hanno deciso di dare la priorità ad altri obiettivi, ritenuti più adatti alle esigenze di Luigi Del Neri. Alla fine l’ha spuntata il Porto, anticipando le mosse del Benfica, che nelle ultime settimane aveva cercato con insistenza Rodriguez, pensando a lui come a un possibile sostituto dell’argentino Angel Fabian Di Maria, appena acquistato dal Real Madrid per venticinque milioni di euro e scelto da Josè Mourinho. Il Benfica è rimasto spiazzato dall’inserimento del Porto, che ha agito in silenzio e si è assicurato il baby del Banfield, salito alla ribalta per la sua tecnica raffinata. Una miscela di classe e costanza, agilità e grinta, in un fisico di un metro e 80. Rappresentato in Italia dal procuratore Bruno Carpeggiani, Rodriguez è un mancino che possiede un ricco repertorio: dribbling, rapidità, resistenza, capacità di inserimento. Nel campionato argentino ha segnato quattro gol in trenta partite, ma ha regalato soprattutto uno storico scudetto al Banfield, vincendo l’Apertura 2009: brillante l’intesa, nella stagione del trionfo, con i due attaccanti uruguaiani Santiago Silva e Sebastian Fernandez.


SHOW IN LIBERTADORES - Il colombiano si è fatto apprezzare anche nella Coppa Libertadores, realizzando cinque reti in otto gare: ha lasciato la sua firma nei successi contro il Monarcas Morelia e il Deportivo Cuenca, ha timbrato una doppietta nella sfida con il Nacional di Montevideo ed è risultato decisivo anche nell’incontro della fine di aprile con l’Internacional di Porto Alegre. Rodriguez, in Argentina, ha giocato quasi sempre nella posizione di esterno, trovando la sua collocazione ideale in un 4-4-2: un lavoro prezioso lungo la fascia, cross da manuale e intuizioni geniali, l’intensità giusta per macinare chilometri sul suo binario e inventare assist, ma anche una buona disciplina tattica. Il colombiano, nel Banfield, partiva largo sulla sinistra e poi si accentrava per lanciare in porta gli attaccanti, oppure per arrivare alla conclusione. Ieri, attraverso il sito del club argentino, ha confessato di essere «affascinato dalla prospettiva di volare in Europa». E Rodriguez sembra anche maturo per superare questo delicato passaggio a livello della sua carriera. Ha un carattere forte, sopporta i contrasti più duri, si lancia su ogni pallone: serve spesso il compagno dopo uno o due tocchi, ha un modo di giocare che dovrebbe agevolare il suo inserimento in Europa.


LA CARRIERA - Cresciuto nel vivaio dell’Envigado, nel 2007 aveva vinto con il club colombiano il campionato di serie B. In Argentina è arrivato l’anno successivo: il Banfield l’ha acquistato per trecentomila euro e Rodriguez ha sostituito più avanti Nicolas Bertolo, ceduto al Palermo. Il ragazzo di Cucuta ha debuttato il 7 febbraio del 2009 nel Torneo di Clausura, in occasione del pareggio (1-1) sul campo del Godoy Cruz. Nella partita successiva ha trovato il gol contro il Rosario Central. In poco tempo è diventato l’idolo del Banfield, squadra che porta il nome di una località a 14 chilometri da Buenos Aires. Rodriguez è stato scoperto e lanciato dal tecnico Jorge Burruchaga, campione del mondo con l’Argentina di Diego Maradona nel 1986 in Messico. Ma il salto di qualità è avvenuto in coincidenza dell’arrivo in panchina di Julio Cesar Falcioni, 53 anni, ex portiere, che dal 2009 allena il Banfield: è stato lui a trasformare il colombiano da trequartista in esterno sinistro. E a spingerlo verso il calcio europeo. Ora è il momento dei saluti: Rodriguez si prepara a giocare in Champions League con il Porto.

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