Inzaghi: «Torno fra 20 giorni». Boateng ci sarà

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MILANO, 28 marzo - Kevin Prince Boateng stringe i denti in vista del derby; monitoraggio costante per Mark van Bommel, costretto a lasciare anzitempo la Nazionale olandese, causa ginocchio gonfio; Pato migliora e recupera: i rossoneri si sono ritrovati oggi a Milanello, carichi e concentrati per affrontare la settimana cruciale in vista della sfida del 2 aprile contro l'Inter. Andrea Pirlo e Alexandre Pato lavorano a parte, mentre Boateng è andato a Londra per una visita medica lampo con la Nazionale ghanese. Prince non è però in dubbio: deve soffrire un pò ma cercare di fare bene sabato nel probabile ruolo che gli affiderà Allegri, quello di trequartista (dietro Pato e Robinho). Seedorf sarà regista di centrocampo, mentre Cassano ha poche chances di partire titolare.


INZAGHI: «PENSO DI TORNARE FRA 20 GIORNI» - Oggi - aspettando la sfida che può valere lo scudetto - arrivano le parole confortanti di un grande assente i cui gol farebbero tanto comodo alla squadra il cui attacco, negli ultimi tempi, ha lasciato a desiderare: Pippo Inzaghi, che si è infortunato gravemente il 10 novembre scorso nella partita contro il Palermo. Si procurò la lesione del legamento crociato anteriore associata a quella del menisco esterno del ginocchio sinistro. Se davvero dovesse tornare fra 20 giorni, sarebbe un miracolo e la sua presenza potrebbe significare davvero molto per il Milan. «Sto abbastanza bene, il ginocchio - dice oggi a Piacenza - non mi dà più fastidio e penso di tornare a giocare entro una ventina di giorni. Quando esattamente? Solo quando sarò al 100% della condizione. Ho avuto un infortunio grave, non si può scherzare. In passato, dopo gli infortuni, a volte ho avuto troppa fretta di ritornare in campo. Il mio futuro? Se guarisco bene vorrei fare un altro anno e chiudere al Milan».


INZAGHI: «SFORTUNATI IN CHAMPIONS» - Sulle disavventure europee dei rossoneri, Inzaghi osserva: «Difficile spiegare, in Europa evidentemente ci manca qualcosa. A Londra però con un po' più di fortuna avremmo vinto e saremmo andati avanti noi». Quanto al campionato e all'imminente derby, sottolinea: «Siamo davanti e quindi arbitri del nostro destino. Se le vinciamo tutte, le scudetto di certo non ci sfugge. Vincere potrebbe significare un grosso passo in avanti: ogni giocatore non vede l'ora di giocare una partita come quella di sabato, perchè è un bivio. Se ci fossimo stati io e Ibra saremmo tutti più contenti, ma chi c'è andrà in campo e darà tutto anche per chi è fuori».

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