Inzaghi: «Mi sento come quando avevo 20 anni»

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ROMA, 4 novembre - Pippo Inzaghi è il protagonista assoluto di questi giorni rossoneri, fatti di passione (la rimonta con il Real) ma anche di dubbi. Specialmente sulla condizione dei collegghi d'attacco del recordman d'Europa. Intervistato da Sky, Inzaghi ha parlato del suo incredibile momento: «Io faccio solo quello che amo. Ho una grande fortuna, faccio un lavoro bellissimo che mi da delle gioie indescrivibili. Il calcio ti regala delle serate magiche, incredibili. Penso a quando smetterò e a quando mi mancheranno queste emozioni. Per questo, cerco di godermele appieno. Ho passato la notte in bianco, come dopo Yokohama e Atene, non so se per il gol preso nel recupero o se per le emozioni che ho provato. E’ stata comunque una serata fantastica».


Quanto è difficile partire quasi sempre dalla panchina?

A volte è molto difficile, però bisogna cercare di allenarsi bene e pensare che prima o poi arrivi il momento giusto. Io dieci giorni fa ho parlato con Allegri e ho cercato di capire cosa pensava di me. Ho un ottimo rapporto con il mister però, fin dall’inizio, ho chiesto grande considerazione nei miei confronti e grande chiarezza. Se questa non ci fosse stata più, avrei pensato al da farsi, anche perché sto bene, ho voglia di giocare e di essere importante. Il mister mi ha detto che sarebbe arrivato il mio momento. Dopo la partita di Catania, non avevo più giocato. Da lì sono passate otto-nove partite e cominciavo a preoccuparmi perché non è sempre facile allenarsi al 100% quando giochi poco. Per fortuna, ho continuato a fare quello che dovevo e poi, le serate come quella di ieri, ti ripagano di tutti i sacrifici.


Adesso cosa ti aspetti?


Io mi aspetto questa considerazione. So per primo di non poter giocare sempre, però credo di poter essere ancora molto importante per questa squadra. La considerazione e il rispetto per me sono tutto. Se sento queste cose, tutti sanno che do il massimo anche se gioco mezzora, o venti minuti. Con questa maglia mi sono tolto delle soddisfazioni incredibili e l’emozione di ieri sera, al mio ingresso in campo, è una cosa che mi rimarrà nel cuore.


C’è stato un momento in cui hai pensato, a gennaio, di poter andare via?


Non ci ho mai pensato perché ho sempre pensato che mi piacerebbe finire con questa maglia perché qui ho ottenuto tutti i risultati più importanti. Io, però, ho bisogno di sentirmi importante e di giocare ogni tanto perché mi sento bene. Mi sento come quando avevo 20 anni, toccando ferro, per cui c’era la voglia di giocare e per questo non ho mai pensato seriamente di poter cambiare. E spero che la mia carriera si concluda qui. Vedremo, ecco.


Il tuo contratto scade il prossimo giugno. Poi, cosa succederà?


Il mio contratto col Milan non è mai un problema. Io mi rifaccio alle parole di Galliani che so quanto sarà felice oggi perché è stato uno degli artefici del mio arrivo al Milan e so il bene che mi vuole. E so che quando segno e raggiungo questi traguardi, è molto felice per me. Con lui non ci sono mai stati problemi. Mi ha sempre detto che fino a quando vorrò giocare nel Milan, per me ci sarà un posto. E quindi vedremo, sono molto sereno. Io cercherò di andare avanti a giocare finché mi sentirò così fisicamente e finché potrò essere importante per la squadra di cui faccio parte. Quando vedrò che gli altri vanno più forti di me, allora smetterò.


Qual è il tuo prossimo obiettivo?


Come primo obiettivo ho quello di poter essere utile al Milan. Ed essere decisivo quando sarò chiamato in causa.


Cosa ti ha detto Mourinho a fine gara?


Non si può ripetere sempre tutto. Posso dire che Mourinho con me è sempre stato molto gentile, mi ha sempre riempito di belle parole. E il gesto di venire ad abbracciarmi in mezzo al campo e di farmi i complimenti sia stato bello. Quello che mia ha detto, rimarrà tra me e lui. Ma niente di importante (ride, ndr).

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