Inter, a Lecce scoppia il caso Sneijder

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LECCE - Un tempo con i nervi a fior di pelle, litigando con Obi e (in due occasioni abbastanza palesemente) con Pazzini, poi la doccia mentre i compagni rientravano in campo per la ripresa che lui ha visto in tv negli spogliatoi. Wesley Sneijder aveva immaginato in maniera diversa il suo ritorno da titolare in campionato dopo quasi tre mesi di assenza o di impiego part time (l'ultima dal 1' il 28 ottobre nell'1-2 con la Juve). E invece a Lecce lui e l'Inter sono andati a picco. Adesso ad Appiano Gentile c'è un caso Sneijder da disinnescare in fretta. Perché il nervosismo che a Napoli lo aveva portato nel primo tempo a un passo dall'espulsione (fallaccio su Gargano) è riapparso. Stavolta però si è abbattuto sui compagni e, se Obi non ha reagito ai suoi rimproveri, con Pazzini a pochi secondi dal 45' ne è nato un vero e proprio battibecco. Il Pazzo ha stoppato la palla a centroarea e ha preferito tentare la conclusione (finita alta) invece che appoggiare a Wesley, qualche passo più indietro. L'ex Real Madrid non ha gradito e ha indirizzato (probabilmente) un vaffa al compagno scagliando per terra dalla rabbia i guanti mentre l'attaccante della Nazionale gli rispondeva a tono ( «Ma cosa vuoi? Vaffa...» si capisce dal labiale). Tanta, troppa tensione, anche se, a sua parziale discolpa, va sottolineato che Sneijder è un sanguigno e che certi «appunti» li fa perché vuole vincere, non perché si diverte a rimproverare gli altri.


SPIEGAZIONI - Gli spifferi provenienti dallo spogliatoio fanno capire che Sneijder al momento della comunicazione del cambio non ha gradito e, nonostante il chiarimento avuto con l'amico Pazzini, il nervosismo gli è rimasto dipinto sul suo volto fino a dopo il 90' quando si è anche dovuto sottoporre al controllo antidoping. Un modo forse utile per far sbollire la tensione prima di parlare di fronte a una tv olandese: «La sostituazione è stata una scelta dell'allenatore - ha sottolineato - perché io fisicamente stavo bene. Ne parleremo domani (stamani, ndi ) alla ripresa degli allenamenti» . Sguardo cupo e risposte misurate per non dire una parola fuori posto. Poi sulla partita: «Mi dispiace molto per la sconfitta, non ci voleva. Speriamo di ricominciare a vincere già da mercoledì e di battere sia il Palermo sia la Roma» .


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