Il Napoli vola in Argentina: parte la missione Lamela

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NAPOLI, 3 luglio - Dove c’è un pallone c’è il Napoli: e, sarà un caso, il pallo­ne è in Argentina. Bentrovati a Buenos Aires, dove tutto torna: le favole e pure la storia, la simpa­tia e persino l’empatia. Bentorna­ti a Baires, l’altra metà del cielo di una Napoli che laggiù ci ha scovato un re ed ora va alla ricer­ca dei suoi discepoli, o degli ere­di, di qualcuno che ne evochi le gesta, senza poterlo avvicinare ­ovvio - però magari seguendone il solco. Napoli-Buenos Aires, an­cora una volta: e la missione ( se­greta) cominciata giovedì, s’è svela­ta nella notte tra venerdì e sabato mentre Argentina e Bolivia hanno dato il via alla Coppa America, avendo come ospite nascosto tra il pubblico Maurizio Micheli, il ministro per gli affari esteri spe­cializzato per il Sud America, lo 007 da inviare per scoprire, me­morizzare e poi catalogare.


LAMELA - Un’occhiata al campo e poi i radar per intuire se ci sono buone nuove su Erik Lamela (19), l’enfant prodige finito in se­rie B con il River Plate e il gioiel­lino di un club economicamente collassato. La retrocessione ha un prezzo, pure quella, e la vago­nata di milioni di euro richiesti dai dirigenti sudamericani inpassato s’è sensibilmente ridi­mensionata dopo il tracollo di sette giorni fa: Lamela è sempre sul taccuino del Napoli, che pro­prio in Sudamerica ha capito di avere l’Inter come antagonista per questo giocatore.


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