Il Napoli sogna l'impresa poi Gerrard lo travolge

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LIVERPOOL, 5 novembre - Alla fine nessuno lo avrebbe immaginato. Il Napoli che esce rammaricato da Anfield Road dopo aver giocato una grandissima partita, 75 minuti di grande calcio, di personalità, di sostanza, di concretezza. Chi guarda il risultato senza aver visto la partita non può capire la storia della sfida di Liverpool, perché è difficile spiegare questo 3-1 a favore dei Reds. Lavezzi fa sognare l'impresa per più di un'ora alla squadra di Mazzarri, ma poi basta un quarto d'ora al sontuoso Gerrard per mettere a segno la tripletta che cambia faccia alla serata e complica il discorso qualificazione degli azzurri. La vittoria della Steaua li lascia all'ultimo posto in classifica insieme all'Utrecht a quota 3, con i romeni a 5 e gli inglesi primi a 8.


MAGIA DI LAVEZZI - C'è una grande atmosfera ad Anfield Road, lo stadio non è strapieno ma ci sono oltre cinquemila tifosi nel settore del Napoli. Mazzarri sceglie la migliore formazione, quella tipo in questo avvio di stagione. Hodgson invece rinuncia ancora a Gerrard (in panchina) e Torres (in tribuna) ma recupera Jonhson a destra e Raul Meireles sulla trequarti. E' buono l'approccio alla partita degli azzurri, che tengono bene il campo, pressano tanto e trovano sbocchi sia sulle corsie esterne, con Dossena e con Maggio, sia al centro. E' ispiratissimo Lavezzi, alterna tunnel di suola e assist deliziosi, provando anche la soluzione personale dalla distanza senza fortuna. È un Napoli che preme costantemente (due buone opportunità capitano a Hamsik e Cavani) e che viene premiato prima della mezz'ora. Quando, dopo una disattenzione di Poulsen, Cavani di testa lancia in corridoio Lavezzi, per il Pocho è un gioco da ragazzi insaccare alle spalle di Reina e raccogliere l'ovazione dei tifosi del Napoli in visibilio. Vantaggio meritato, meritatissimo, perché è il Napoli a fare la partita e a concedere poco, pochissimo alla squadra di Hodgson. Jonhson e Ngog tastano l'attenzione di De Sanctis, ma al riposo si va con gli azzurri in vantaggio.


CICLONE GERRARD - Nel secondo tempo entra in campo un altro Liverpool, anche perché sul terreno di gioco c'è capitan Gerrard che dà una scossa ai suoi e costringe subito al fallo da ammonizione Dossena. I ritmi sono altissimi, Maggio spreca di testa da un lato, Ngog una ghiottissima opportunità dall'altra. Hodgson richiama anche un evanescente Poulsen e butta nella mischia il baby Eccleston. I reds sfiorano clamorosamente il pareggio con una girata di Meireles, che fa tremare De Sanctis. Ma è Gerrard, nella più incredibile delle occasioni, a trovare il pari: l'asso dei Reds approfitta di un retropassaggio debole di Dossena, anticipa De Sanctis e in scivolata insacca andando a zittire i tifosi del Napoli. Manca un quarto d'ora alla fine e il Napoli si disunisce: bastano due minuti, gli ultimi due minuti, a Gerrard per piazzare l'uno-due che regala al Liverpool i tre punti. Prima un rigore, poi un delizioso cucchiaio e Anfield può gioire. Mazzarri esce dal campo imbufalito con l'arbitro, non lo avrebbe immaginato neanche lui di lasciare Liverpool con tanto amaro in bocca.


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