Il Napoli e Cavani volano. Cade l'Inter, Udinese prima

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ROMA -La grande serata del Napoli, la grande stecca dell'Inter. Gli anticipi della quattordicesima giornata vedono il trionfo degli azzurri, che calano il poker al Lecce e si preparano al meglio alla sfida decisiva di Champions a Villarreal, e il tonfo dei nerazzurri beffati dall'Udinese che si impone a San Siro grazie a Isla e vola in testa al campionato insieme al Milan.


NAPOLI-LECCE 4-2 (26' Lavezzi, 33' Cavani, 41' Dzemaili, 54' Muriel, 82' Cavani, 94' Corvia)

Torna a vincere dopo più di un mese il Napoli in campionato (l'ultimo successo 38 giorni fa, il 26 ottobre con l'Udinese 2-0, firmato da Maggio e Lavezzi) e lo fa travolgendo 4-1 il Lecce al San Paolo grazie alla doppietta di Cavani e alle reti di Lavezzi e Dzemaili. Un successo che porta gli azzurri al quinto posto in classifica e consente a Mazzarri di presentarsi nel migliore dei modi all'appuntamento decisivo di Champions di mercoledì in Spagna con il Villarreal (vincendo gli azzurri si qualificherebbero per gli ottavi di finale).


DOPPIO CAVANI, LAVEZZI E DZEMAILI - La notte del San Paolo si è colorata di azzurro già nel primo tempo, quando la pratica Lecce è stata archiviata nel giro di quindici minuti, fra il 26' e il 41'. A dare il via alla sequenza di gol è stato Lavezzi, capitano di giornata e fra i più ispirati, bravo ad accentrarsi da sinistra e battere di potenza Benassi dopo uno slalom e un paio di dribbling. Ad ispirare il raddoppio invece è stato invece il ritrovato Pandev, bravo - dopo un pregevole stop di esterno - a trovare il corridoio giusto per Cavani: il piatto destro del Matador non ha lasciato scampo al portiere del Lecce. La terza rete invece è stata firmata dallo svizzero Dzemaili, al suo primo gol in azzurro, con preciso destro dal limite dopo una corta respinta della difesa giallorossa. A completare il poker ci ha pensato nel finale di partita ancora Cavani, al suo settimo centro in campionato, ispirato da una grande azione di Lavezzi.


DI FRANCESCO TRABALLA - Si fa delicata la situazione del Lecce, sempre più fanalino di coda con 8 punti: traballa la panchina di Di Francesco (espulso per proteste nel finale). Eppure al San Paolo, a parte quei minuti di vuoto totale in cui ha incassato i tre gol nel primo tempo, la sua squadra non ha demeritato: ha mostrato carattere, buone trame di gioco e alcune discrete individualità. Su tutti il giovane colombiano Muriel, autore della rete che ha ridato speranze ai giallorossi a inizio ripresa. Di Francesco le ha provate tutte nella seconda parte di gara, ma nemmeno gli ingressi di Corvia (autore del raddoppio di testa in pieno recupero), Bertolacci e Obodo hanno cambiato verso alla serata, forse la sua ultima sulla panchina del Lecce.


INTER-UDINESE 0-1 (73' Isla)


Nella Scala del Calcio in scena un'opera tragicomica in tre atti, che vede l'Inter uscire sconfitta nel punteggio e nell'animo e l'Udinese volare in testa al campionato, riagganciando il Milan e scavalcando la Juve. Un primo tempo soporifero, a tratti davvero noioso, e una ripresa travolgente in emozioni. Finisce 1-0 per i friulani, con un espulso a testa (Zanetti e Ferronetti) e un rigore fallito da entrambe le parti.


SE NON TIRI, NON SEGNI - Una delle leggi non scritte del calcio che questa sera a Milano ha sancito una volta di più la crisi dell'Inter e la straordinaria stagione della multinazionale Udinese, che con il più classico dei contropiedi si porta a casa i tre punti da Milano e aggancia il Milan in vetta. Quasi d'inerzia la vittoria dei friulani, arrivata dopo l'ennesima occasione costruita ripartendo in velocità dopo aver fermato le sterili iniziative nerazzurre. Stavolta non hanno funzionato le scelte di Ranieri, che ha provato il tandem Pazzini-Milito con Alvarez a cercare di fare lo Sneijder partendo da sinistra: un primo tempo di superiorità in possesso ben contenuta dagli uomini di Guidolin, che poi hanno dilagato nella ripresa andando più volte vicino al vantaggio, fino alla cavalcata vincente del cileno a poco più di un quarto d'ora dal termine.


ZANETTI, ROSSO STORICO - Dopo il colpo, i padroni di casa rischiano anche il tracollo quando Zanetti, già ammonito, falcia da dietro Asamoah in piena area. Rigore e prima espulsione in campionato nella carriera del capitano dell'Inter, storico quanto triste record che lascia Di Natale sul dischetto e la bandiera nerazzurra ammainarsi verso gli spogliatoi. Ma Toto' a Milano si smarrisce al momento più importante, ipnotizzato da Julio Cesar che sventa il pericolo e per un attimo risveglia tutta la bolgia di uno stadio in attesa della riscossa che quante volte è partita da un calcio di rigore parato.


PAZZINI DA MAI DIRE GOL - E l'occasione del riscatto arriva per l'Inter, nel convulso finale con le squadre ormai lunghissime e agli ultimi assalti: Ferronetti arriva come un treno su Milito in area, colpendo sì prima il pallone ma travolgendo in maniera plateale l'attaccante. E' rigore, ineccepibile. E' l'occasione del pari, è la volta buona che Pazzini torna a segnare e con lui gli avanti nerazzurri, a secco da mesi in campionato. E invece. E invece lo scivolone e la palla in curva sono da Gialappa, il finale tragicomico dello spettacolo con l'uscita di scena anche di Ferronetti che decide di partecipare continuando a protestare fino al cartellino rosso. Ranieri l'aveva definita la partita più importante, la sua Inter non passa la prova di maturità: delle due squadre viste stasera, a poter parlare di scudetto è una sola, e non erano i padroni di casa. 


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