Gavorrano, dalle miniere scalata al calcio nazionale

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GAVORRANO –Dalla miniera al calcio nazionale. Una storia particolare quella del Gavorrano, nato nel 1930 per volontà dell’azienda Montecatini, che possedeva nella cittadina una delle principali miniere di pirite d’Europa. All’epoca milita nelle categorie regionali e i giocatori sono anche operai. Arrivano dal resto della Toscana, ma anche dal Nord Italia: la mattina in miniera, nel pomeriggio al campo ad allenarsi. Tra i giocatori più amati c’è Romeo Malserviti, al quale verrà in seguito intitolato lo stadio. E che forse non avrebbe immaginato che il Gavorrano, espressione di un paese di novemila abitanti (il centro storico e termale è Bagno di Gavorrano), ottant’anni dopo, nel 2010, sarebbe approdato per la prima volta in Seconda Divisione, diventando la seconda squadra della provincia di Grosseto nei campionati professionistici.


UNICUM – Una scalata veloce e frizzante come quelle bollicine sulla maglia della squadra mineraria che la rendono unica nel panorama nazionale. Una maglia, ma allora semplicemente rossa e blù, indossata anche da calciatori poi diventati famosi come Lido Vieri, Aldo Agroppi e Giuseppe Papadopulo. Nel 1980 è in prima categoria. Poi vent’anni di oblio. La svolta è nello sponsor, l’ingegnere Luigi Mansi, presidente della Nuova Solmine di Scarlino e vice-presidente del club, che progetta la scalata del Gavorrano. Nel 2000 è in Prima Categoria, nel 2007 conquista la serie D, per la prima volta nella sua storia. Ma ci sarà una prima volta molto più esaltante. Il sogno della C2 si materializza poco alla volta. Prima i play off nazionali, poi nella stagione 2009/2010 il Gavorrano allenato da Lamberto Magrini irrompe in Seconda Divisione.


IMPRESA – Un’impresa, se si pensa che dieci anni fa il Gavorrano militava in Seconda Categoria. Una festa di tutto il borgo, tra la Maremma e le colline Metallifere, celebre per le miniere, le terme e una magnifica arena di roccia. L’8 marzo è un giorno di lutto per la scomparsa dello storico presidente Mario Mattini, artefice di un’altra promozione, dietro la scrivania, con bilanci cristallini e un’organizzazione aziendale impeccabile. L’obiettivo è ripetere la salvezza della stagione passata. Una partenza sprint, sulla scia dei gol del capocannoniere Fioretti (13 gol), aveva fatto sognare. A riportare tutti sulla terra un filotto nero (quattro sconfitte, l’ultima a Catanzaro) pagato con l’esonero del tecnico Pagliuca e la scelta di Buso. Non cambia la filosofia societaria che ha strizzato l’occhio ai giovani: Manzo e Addario (Empoli), Dascoli, Rosati e Nicoletti, ex Borgo a Buggiano. I veterani Miano (38 anni) e Galbiati (29), figlio d’arte: “Vogliamo mantenere la categoria che ha portato alto il nome della società e di Gavorrano “ ha dichiarato il patron Paolo Balloni. Un borgo che fino a pochi anni fa era conosciuto solo nelle pagine della Divina Commedia, la storia di Pia dè Tolomei, gentildonna senese che trovò la morte a Gavorrano.


Ufficio Stampa Lega Pro

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