Galliani: «Il miglior mercato l'hanno fatto Inter e Juve»

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MILANO, 1 febbraio - Se per Galliani «il miglior mercato non l'ha fatto il Milan ma l'Inter e la Juventus» il procuratore Mino Raiola, il giorno dopo la chiusura del calciomercato, fa i conti in tasca alle due protagoniste di questa sessione invernale, l'Inter e il Milan. «Il mercato dell'Inter è sicuramente più costoso - ha detto entrando nella sede della Lega di serie A a Milano - quindi se si guarda ai soldi i nerazzurri si sono mossi meglio. Se consideriamo invece il rapporto qualità/prezzo allora il mercato dei rossoneri è migliore». Raiola ha poi ribadito che il Milan ha fatto i colpi migliori perchè «ha preso i miei giocatori».


ANCORA GALLIANI - «Non posso dare voto a me stesso per il mercato». Però l'ad rossonero Adriano Galliani sottolinea che, tra la concorrenza, «l'Inter si è rafforzata di più, seguita dalla Juventus e poi dalle altre. Ma non ho paura di nessuno». L'arrivo di Legrottaglie dalla Juventus si spiega «con l'infortunio di Ambrosini - ha detto Galliani - ho capito che bisognava portare avanti Thiago Silva e per farlo occorreva un difensore centrale. Così ho pensato a Legrottaglie. Su Thiago centrocampista è stato bravo Allegri, lui è un giocatore straordinario, ha piedi buonissimi. Pato? Anche lui è un campione, non c'è bisogno nè del bastone nè della carota». Galliani ha poi evitato di fare commenti sugli arbitri: «Tagliavento è stato fiscale con Van Bommel? Cerco di stare zitto, provo a fare un fioretto, non parlo di arbitri».


FAIR PLAY - In Inghilterra il mercato ha visto il Chelsea assoluto protagonista, ma per l'ad del Milan Adriano Galliani «tutti parlano di fair play finanziario ma poi spendono come pazzi, noi compresi». Il Chelsea «si è rafforzato in maniera straordinaria - ha aggiunto Galliani, entrando in lega di serie A a Milano - hanno speso ottanta milioni di euro, non so dove finirà il fair play finanziario di tutti». Il dirigente rossonero ha poi sottolineato che gli infortuni «sono un problema. Abbiamo undici infortunati e uno squalificato. Nel football americano sanno che hanno sempre dieci infortunati e quindi hanno tre giocatori per ogni ruolo. Nel calcio attualmente ci sono due per ogni ruolo, spero che non si debba arrivare a tre. Si giocava spesso anche prima, solo che ora sta cambiando il gioco, che è più fisico. Oggi su ogni pallone ci sono più contrasti».
 

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