Floccari e Kozak: «Lazio, andiamo in Champions»

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ROMA, 2 marzo - Uno contro l'altro nella corsa alla maglia da centravanti contro il Palermo, ma affiancati nell'inseguire quel sogno chiamato Champions, che ormai in casa Lazio è diventato un obiettivo dichiarato. Libor Kozak e Sergio Floccari si avvicinano alla sfida con i rosanero di Cosmi, e sperano entrambi di essere in campo dal 1'. «Spero di continuare a giocare - ha ammesso il ceco alla stampa del suo paese - Certo è incredibile guardarsi indietro e pensare che sono stato ad un passo dall'addio alla Lazio e ora mi ritrovo in campo ogni domenica. Ho avuto un pò di fortuna, ma ora mi sono prefisso due obiettivi: 10 gol in stagione e la Champions».


IL MOMENTO - Cinque reti in un mese, ma a secco nelle ultime due sfide con Bari e Cagliari, Kozak non vede l'ora di ritrovare il gol: «Sono un attaccante e mi piacerebbe far emergere il mio nome nella classifica cannonieri - ha aggiunto - Dieci gol sarebbe già un traguardo straordinario». Anche perché l'obiettivo primario rimane l'Europa che conta: «Tutti all'interno dello spogliatoio crediamo alla Champions. È il nostro sogno e lotteremo con le unghie e con i denti per raggiungerlà. L'ultima partita a Cagliari abbiamo fallito, ma nulla è compromesso». Intanto Lotito gongola per l'acquisto del suo pupillo, a cui per fortuna aveva fatto firmare il nuovo contratto (sino al 2015) nell'ottobre scorso (ora formalizzato con l'uscita del bilancio), prima dell'esplosione: ora gli costerebbe più di 200mila euro a stagione.


FLOCCARI - Ma chi scalpita è anche Sergio Floccari, ormai pienamente ristabilito dopo l'infortunio, e desideroso di tornare in campo dall'inizio. «Sto sempre meglio - ha confessato ai microfoni di 'Lazio Style Radio' - L'infortunio è solo un ricordo. Nonostante la sconfitta di Cagliari, possiamo dirci soddisfatti per quello che abbiamo fatto fin qui, e stiamo bene dove stiamo. Ora entriamo nella fase cruciale». Resa ancora più difficile da un calendario in salita. «Sappiamo che ogni gara ora diventa fondamentale - ha aggiunto - ma non dobbiamo viverla con troppa pressione, ma solo con entusiasmo e carica. È vero abbiamo un bel po' di scontri diretti (Palermo, Roma, Napoli, Inter, Juve e Udinese), ma quando giochiamo da Lazio, riusciamo sempre a fare bene con chiunque. Dobbiamo temere più noi stessi che gli avversari. Abbiamo ottime chance di andare in Champions». E per raggiungere questo obiettivo servirà qualche gol in più. «Lo dicono le statistiche - ha concluso - Facciamo pochi gol. Dobbiamo migliorare tutti, attaccando bene gli spazi e dando profondità, a prescindere da chi gioca. Non è una questione di avere un bomber da 20 gol, ma di organizzare bene il gioco». 


DAL CAMPO - Se arrivano buone notizie dall'infermeria per quanto riguarda le condizioni di Muslera («aumentano le possibilità che possa essere in campo già contro il Palermo»), Lichtsteiner e Dias, («ci saranno di certo»), che si sono regolarmente allenati con la squadra, continua invece il giallo sulla situazione di Mauri. Il centrocampista, fermo dalla gara con la nazionale del 9 febbraio scorso (l'ultima con la Lazio tre giorni prima con il Chievo), è in un centro specialistico di sua fiducia a Cesenatico ormai da una settimana per curare ufficialmente un affaticamento muscolare. Il suo rientro, atteso già oggi, slitterà, come confermato dallo staff medico, tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima. Intanto, in vista della sfida contro il Palermo, Reja sta valutando l'ipotesi di schierare nuovamente Zarate (un mese dopo l'ultima gara dal 1') come titolare a sinistra sulla linea dei trequartisti, con Sculli spostato a destra e Hernanes al centro, ma resta in piedi anche la conferma di Gonzalez al posto dell'argentino, con lo slittamento a sinistra dell'ex attaccante del Genoa.


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