Flamini contro Stankovic: i muscoli sfidano il gioco

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ROMA, 30 marzo - Prima di addentrarci nell’ultimo duello del centrocampo occorrono due premesse. La prima: Stankovic giocherà da interno sinistro se Leonardo punterà sul rombo, altrimenti, col 4-2-3-1, avanzerà nel gruppetto dei tre alle spalle di Pazzini o giocherà al fianco di Thiago Motta davanti alla difesa. La seconda: l’intera catena di sinistra del Milan (terzino e interno sinistro) non ha ancora nomi sicuri. A centrocampo, sono in corsa Flamini, Emanuelson e anche Seedorf, se Van Bommel recupererà il suo posto di centrale. Il calcolo delle probabilità ci spinge verso il duello Stankovic-Flamini, un serbo e un francese, anzi, un corso con l’orgoglio della sua terra.


CENTROCAMPISTI DI LIVELLO - Sono due centrocampisti di spessore internazionale, Stankovic è anche il riferimento della sua nazionale, mentre Flamini non ha mai avuto troppo spazio fra i Bleus. Per alcuni allenatori (Zaccheroni in testa), Dejan è un numero 10, ma per quel tipo di ruolo forse non ha la fantasia nelle dosi richieste. È un numero 8 con talento, forza, corsa, tiro, rabbia agonistica, è un giocatore che con Mancini, Mourinho e Leonardo ha sempre avuto il suo spazio, uno di quelli che trovano la dimensione in un curioso...cuscinetto fra il campione e il gregario. Flamini ha avuto da Allegri l’occasione che aspettava da quando è arrivato al Milan e ne è diventato uno dei giocatori più importanti. Ha un dinamismo incredibile, con un difetto evidente: non riesce a frenarsi. Come ha detto Seedorf dopo il violento scontro con Corluka in Milan-Tottenham: «Quando sul pallone arriva Flamini puoi fare solo una cosa: scansarti». Il derby sembra una partita fatta per lui.


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