La famiglia Bergamini: "Pool di esperti dimostrerà che Denis è stato ucciso"
Lo ha annunciato la sorella Donata insieme al legale della famiglia, l’avv. Eugenio Gallerani. Il calciatore del Cosenza morì il 18 novembre 1989 suicida secondo la tesi ufficiale, mai accettata dai parenti. "Le ferite sul suo corpo e le condizioni dei vestiti e delle scarpe sono incompatibili con la ricostruzione della dinamica dell’incidente"
La famiglia di Donato ‘’Denis’’ Bergamini, il calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989, non ha mai creduto nel suo suicidio e ora ha deciso di conoscere la verità ingaggiando un pool di esperti per far riaprire l’inchiesta. "Dimostreranno che e’ stato ucciso’’ e non che si e’ suicidato gettandosi sotto un camion, come sostenuto dalla tesi ufficiale. A dirlo e’ stata la sorella di Bergamini, Donata, che ha incontrato i giornalisti, a Cosenza, insieme al legale della famiglia, l’avv. Eugenio Gallerani. ‘’Bergamini - ha detto il legale - e’ stato ucciso e noi siamo al lavoro per dimostrare quanto da tempo andiamo dicendo. Le ferite sul corpo di Denis e le condizioni dei vestiti e delle scarpe sono incompatibili con la ricostruzione della dinamica dell’incidente’’.
Gallerani ha parlato anche di novita’ sostenendo che le prove dell’omicidio arriveranno dalla comparazione di tutta la documentazione esistente sulla vicenda: rilievi tecnici sul luogo dell’incidente, autopsia e perizie tecniche. ‘’Cosa che prima - ha aggiunto - non era stato possibile fare’’.
Donata Bergamini ha poi chiesto aiuto ai calabresi e alle societa’ sportive per sostenere la ricerca della verita’. ‘’Il pool di esperti - ha detto - e’ gia’ al lavoro ma io da sola non ce la faccio a sostenere il costo di questa iniziativa. Ho bisogno di aiuto e spero che arrivi. Denis era un bravo calciatore. Ha dato tanto al calcio, dal quale non ha ottenuto nulla. Noi vogliamo fare luce su quanto e’ accaduto 20 anni fa’’
QSnet




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