E' Zeman l'anti-Toro. Atzori al capolinea

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ROMA - Inutile provarci: Zeman è inarrestabile. Nel palpitante anticipo del San Nicola, sbriciola il Bari di Torrente con Insigne, lo scugnizzo napoletano sempre più arma letale del tridente del boemo. E’ lui a griffare con una doppietta la quarta vittoria consecutiva della imberbe compagine abruzzese. Senza Immobile, ai box per il prossimo mese per noie muscolari, Zdenek non fa una piega e approfitta delle assenze del Bari (fuori causa Donati, Bogliacino e Garofalo) per passeggiare in casa di una delle squadre che avevano di più dato la sensazione di potersi candidare per il vertice della classifica. Invece, la scena è tutta per il boemo. Dalla Serie A alla Serie D non c’è nessuno che ha segnato di più. Ben 29 gol in 12 partite una media da top club a livello europeo. Almeno per ora, l’antagonista del Toro capolista è proprio questo Pescara che tutti aspettavano (e aspettano) al varco.


VOLA LA REGGINA DI BREDA - Il blitz a Brescia è di quelli da incorniciare. Non solo per il netto punteggio che non fa una piega. Ceravolo dal dischetto, un missile di Nicolas Viola e una piroetta di Ragusa stendono le Rondinelle dopo che il portierone ungherese Kovacsik aveva provveduto a blindare la gara parando due rigori (a Feczesin e a Budel). Ma al di là dei singoli eroi di giornata è tutta la squadra calabrese da celebrare. Il secondo migliore attacco del campionato cadetto vale, per ora, il 4º posto in classifica, complice il colpo grosso del Crotone di Menichini che ridimensiona il Padova di Dal Canto - lontano dall’Euganeo continua a balbettare - e si candida per un’agevole salvezza.


UGOLOTTI E ATZORI AL CAPOLINEA - Alzi pure la mano chi aveva immaginato minimamente che potesse finire così. Sampdoria sbriciolata al San Francesco dalla matricola Nocerina, Atzori alla sbarra, squadra e tecnico contestati al rientro a Genova. Il ds doriano Sensibile cita Shakespeare: «Siamo tutti colpevoli». Ma i tifosi incalzano e, spinti dalla fretta di vincere, chiedono la testa dell’allenatore. In realtà, come sempre, ci sarebbe bisogno di tempo ed è difficile immaginare che il tecnico ciociaro, la scorsa stagione vicino alla A con la Reggina, non ne possa venire fuori. Traballa anche la panchina di Ugolotti a Grosseto che fuori casa non gira. Ma qui di mezzo c’è il vulcanico Camilli e sperare in una tregua sembra quasi una chimera. Occhio anche a Scienza dopo la quarta sconfitta consecutiva del suo Brescia, non può dormire sonni tranquilli.


TORO SPIETATO - Bastonato nel posticipo di Gubbio caratterizzato dal ritorno in panchina di Simoni a 72 anni, Ventura si rialza. A farne le spese è l’Empoli in caduta libera di Pillon. Il tecnico trevigiano presenta una squadra arrembante all’Olimpico, passa in vantaggio all’alba del match e poi capitola non solo per la caparbietà della spigolosa avversaria. Troppe ingenuità, errori banali, condannano i toscani all’ottava sconfitta stagionale e al penultimo posto in classifica. Solo il penalizzato Ascoli di Castori, che si fa infilzare in casa dal Modena nell’altro anticipo della dodicesima, sta peggio, ma se non consideriamo i dieci punti di penalizzazione inflitti ai marchigiani.


LA SVOLTA DI BERGODI - Svolta il Modena di Bergodi che passa al Del Duca e si propone per uscire da un campionato anonimo. Nell’anno del centenario i tifosi avrebbero preferito di più, ma per come si era messa va benissimo così.


SIMONI IL TENACE - Il gol provocato da Ciofani è di quelli da ricordare a lungo, non solo per la carambola che coinvolge il portiere del Livorno Bardi prima che la palla rotoli in rete. In realtà c’è tutto Simoni in quel gol allo spirare della trasferta di Livorno. Gli umbri, dopo aver sistemato il Torino di Ventura nel posticipo di lunedì, portano a casa un altro punto della speranza, lottando come vuole l’ex tecnico di Napoli e Inter dall’inizio alla fine. Chi ha detto che a 72 anni la fame di calcio è già passata da un pezzo? A guardare il Gubbio e Simoni si direbbe esattamente di no.


CROTONE DA SALVEZZA - Colpo grosso anche per il Crotone di Leonardo Menichini. La vittoria (la terza di fila) è di quelle che fanno rumore, perché allo Scida cade addirittura il Padova di Cacia e dell’ex Cutolo. I calabresi incassano tre punti fondamentali a risalire la classifica e si preparano nel migliore dei modi alla trasferta ligure in casa della Sampdoria, scossa, come detto, dalle vicende relative alla conferma o meno di Atzori in panchina. Andiamo a vedere come finirà.


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