Doni: «Regole rispettate». La Figc chiede gli atti

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ROMA, 2 giugno - La collaborazione tra la procura di Cremona, competente sul nuovo filone di calcioscommesse che ha portato ieri agli arresti di alcuni calciatori ed ex, e quella della Figc è già ufficialmente cominciata. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha infatti telefonato al pm Roberto Di Martino per chiedere l'invio al più presto a Roma degli atti dell'inchiesta che scuote il mondo del calcio italiano.


DONI SI DIFENDE- Cristiano Doni interviene sull'inchiesta della procura di Cremona che lo vede tra gli indagati per presunte "combine" legate ad alcune partite giocate dall'Atalanta. In un breve comunicato affidato all'ANSA, il capitano nerazzurro si dice estraneo ai fatti che gli sono contestati: "Alla luce delle notizie di stampa relative ad un suo coinvolgimento nelle indagini di Cremona - si legge nella nota - Cristiano Doni, nella certezza di aver sempre agito nel rispetto delle regole, ripone la massima fiducia negli organi di giustizia ordinaria e sportiva che è certo appureranno la sua assoluta estraneità a ogni fatto in contestazione".


QUADRINI: IO ESTRANEO- Daniele Quadrini, giocatore del Sassuolo, si dice "del tutto estraneo" agli addebiti che gli vengono mossi nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse. "Ho appreso dagli organi di comunicazione - afferma Quadrini in un comunicato - un mio coinvolgimento nell'indagine sul calcioscommesse, con attribuzione peraltro di specifiche responsabilità nella partita Siena-Sassuolo. Posso affermare non solo di essere del tutto estraneo a tale addebito, ma di aver anche tempestivamente e personalmente portato a conoscenza delle competenti autorità penali e federali la notizia, che mi era indirettamente giunta, della presunta esistenza di questioni relative a scommesse".


SNAI: SERVE CENTRO ANTITRUFFE - Ci avrebbero scommesso, che prima o poi sarebbe capitato. La battuta viene facile, ma fotografa lo stato d'animo degli amministratori di Snai, il maggior operatore italiano di scommesse sportive. L'amministratore delegato Maurizio Ughi, infatti, da anni denuncia il rischio corruzione e reclama attenzione al fenomeno dei "risultati anomali". "Perchè sento sempre parlare di scommesse anomale - spiega Ughi all'ANSA - ma è uno sbaglio linguistico e concettuale. Anomali sono certi risultati e non le scommesse. Noi queste cose le denunciamo da anni, abbiamo parlato prima con Carraro e poi con Abete, senza effetti concreti. A loro abbiamo spiegato che noi abbiamo un risultato virtuale prima ancora di quello reale. Le giocate rappresentano di fatto degli exit-polls". "Abbiamo il materiale per dare l'allarme - prosegue l'ad di Snai -, anche perchè se il risultato non è corretto noi ci rimettiamo soldi veri. Il flusso delle giocate è un elemento di valutazione importante, ma la Federcalcio al di là di qualche riunione non è andata: non si è riusciti ad istituzionalizzare una procedura per esaminare il fenomeno". Un'idea per evitare il ripetersi di episodi come quelli perseguiti dalla procura di Cremona, Ughi ce l'ha e non è neanche originale: "Basterebbe copiare quello che ha fatto l'Uefa. A Nyon Platini e le persone che gli sono vicine hanno creato un centro antitruffe. E sapete chi hanno messo a capo dell'organismo? Karl Dont, un mago delle scommesse, che tra l'altro ha insegnato a fine anni '90 il business a noi. È un vero mastino, incrocia i dati e pesca tutto quello che è irregolare. Con lui non si scappa, potete scommetterci".


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