Doni: «Ho fatto tutto solo per l'Atalanta»

in

CREMONA  - L'ex capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni, nel suo interrogatorio di garanzia - che l'ANSA ha potuto visionare - ha dichiarato di aver "aderito" all'iniziativa illecita delle scommesse "solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all'obiettivo di quella stagione". "Io per l'Atalanta ho sempre giocato - ha spiegato Doni al Gip Guido Salvini e al procuratore della Repubblica Roberto Di Martino nell'interrogatorio di garanzia di venerdì scorso - e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato". Doni, nel corso dell'atto istruttorio, ha detto di essere stato avvicinato per truccare la gara Ascoli-Atalanta dello scorso campionato, ma di non avere voluto incontrare l'ascolano Micolucci, e ha aggiunto di non avere avuto la sensazione di una particolare arrendevolezza da parte dell'Ascoli nel corso della partita durante la quale, tra l'altro, era in panchina. Il calciatore ha confermato, di fatto, la manipolazione di Atalanta-Piacenza, e ha precisato: "io non avuto alcuna parte in guadagno o vicende simili attinenti a scommesse su questo risultato".


IL DIPENDENTE DELLA LEGA - Dagli atti dell'inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse emerge che una dipendente della Lega Calcio di Milano aveva contatti telefonici con l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni e con il suo compagno di squadra Thomas Manfredini e i calciatori da lei ricevevano "particolari dell'inchiesta diversamente a loro sconosciuti" e ricevevano "preziosi consigli sulla strategia da riferire ai propri legali per contrastare le accuse del procuratore federale". In alcune conversazioni, annotano gli agenti della polizia di Stato, la donna "non nasconde di poter arrivare facilmente a raggiungere gli appartenenti alla Commissione per indirizzare la sentenza in favore dei calciatori, anche se poi non emerge alcun elemento che possa avvalorare questa sua possibilità". "È comunque indubbio - concludono gli investigatori - che la stessa, appartenendo comunque all'organo federale della Lega Calcio, possa di conseguenza facilmente riconoscere alcuni membri della Commissione giudicante".


DA GERVASONI ALTRI 10 PARTITE - Nell'ultimo interrogatorio davanti al pm e in quello di venerdì davanti al Gip, il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni, ha parlato di altre 10 partite, rispetto a quelle note alla magistratura, 3 delle quali di serie A. Lo si è appreso alla conclusione dell'interrogatorio del calciatore del Piacenza. Gervasoni, nei due colloqui con i magistrati, avrebbe fatto inoltre il nome di una ventina di giocatori che potrebbero essere coinvolti nel giro delle partite truccate. Ha spiegato, inoltre, che delle combine di 3 partite di serie A di cui ha parlato, due sarebbero andate a buon fine.

Vuoi commentare o votare questo articolo? Registrati subito!

Copyright © 2008/2009 Kines S.r.l. - C.F. e P.IVA: 02970240160