Delio Rossi saluta Palermo: «L'esonero era già scritto»

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PALERMO, 1 marzo - Un grandissimo appaluso e i cori dei tanti tifosi presenti ha accolto l'ex allenatore del Palermo, Delio Rossi, nella sala conferenze dell'Addaura hotel dove ha convocato una conferenza stampa per salutare pubblico e stampa. «Non rendete la situazione più difficile di quanto già non sia», ha detto, visibilmente commosso, Rossi. Il tecnico è stato esonerato dal presidente Maurizio Zamparini dopo la sconfitta per 7-0 inflitta al Palermo dall'Udinese al Barbera. «Me lo ha detto la società intorno alle 13.30 ieri - ha spiegato - Visto che non sono pratico di queste cose, ho chiesto cosa dovevo fare. Mi hanno detto che non c'era bisogno di firmare nulla. Ma io lo stesso sono voluto venire a salutarvi. Avrei voluto fare la conferenza a Boccadifalco, ma la squadra è già partita. In ogni caso, voglio ringraziare tutta la gente di Palermo e la squadra».


«ESONERO GIA' SCRITTO» - «Penso che la storia fosse già scritta da tempo, ma mi dispiace per questo epilogo. Non mi va di dire nulla su quanto è successo. Forse a bocce ferme, a fine campionato, dirò qualcosa su come è andata». Delio Rossi, interrotto dai cori d'affetto dei tifosi, come è nel suo stile non ha voluto fare polemiche per l'esonero arrivato dopo la sconfitta con l'Udinese. «Non credo che la decisione sia stata presa per qualcosa che ho detto - ha proseguito -. Io ho sempre lasciato parlare i fatti e risultati. Credo che questa squadra abbia espresso in alcuni momenti il miglior calcio di Italia, giocandosi sempre la partita. Lascio una squadra in salute e penso che continuerà ad avere grandi risultati». Rossi non può nascondere però un certo rammarico per alcune affermazioni del patron Zamparini. «È ovvio che le critiche personali mi hanno dato fastidio - ha spiegato -. Al livello professionale non c'è nessun problema, ma a livello personale non voglio che nessuno mi critichi. Qualcuno può dire che non sono un bravo allenatore ma non che non sono una buona persona».


«CON ADDIO SABATINI INIZIO DELLA FINE» - «Penso che l'inizio della fine siano state le dimissioni del direttore sportivo Walter Sabatini. Se dopo aver raggiunto la qualificazione in una competizione europea qualcuno già ti mette in discussione e il ds se ne va, vuol dire che c'è qualcosa di storto». È questa la spiegazione che si dà Delio Rossi, per il suo esonero. «Dopo la sconfitta di Maribor qualcosa si è rotto - ha spiegato Rossi -. Comunque, andarmene non è una liberazione. Sono molto dispiaciuto. Finchè sentivo l'appoggio della squadra e dei tifosi non avevo motivo di dimettermi». Il presidente Maurizio Zamparini ha detto, però, che la squadra non era con lui. «Questo lo escludo - ha ribadito Rossi - Se mi fossi accorto di una cosa del genere non sarei andato avanti, non avrei continuato a metterci la faccia». Rossi evita però qualsiasi attacco al patron che lo ha esonerato dopo settimane di dure critiche. «Non ho rivendicazioni da fare - ha sottolineato -, non ce l'ho con nessuno». I tifosi sono tutti con il tecnico e anche dopo l'umiliazione del 7-0 contro l'Udinese sono rimasti per applaudirlo. «Mi hanno fatto piacere gli applausi - ha detto quasi in lacrime Rossi -, ma mi hanno fatto anche male perchè ho capito che era finita. Non volevo poi che si dicesse che fossi rimasto solo per l'appoggio della gente. Se uno rimane è perchè se lo merita e non solo per il feeling con il pubblico». Rossi dribbla anche l'ultima domanda, quella di un eventuale ritorno. «Con i se e con i ma non si fa la storia».




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