Del Neri sfida l'Inter: «Juve, io non ho paura»

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TORINO, 1 ottobre - La Juve è pronta per affrontare l'Inter. Dopo la buona prova col Manchester il tecnico bianconero è ancora più convinto: «Non bisogna porsi limiti». Per questo i nerazzurri non lo spaventano. In una lunga intervista a Sky Sport 24 il tecnico traccia un primo bilancio della sua avventura alla Juve e tocca tutti gli argomenti principali: da Krasic a Del Piero. «È stato un periodo di grandi cambiamenti - dice - di grande lavoro, un cantiere sempre aperto, però migliorato molto sotto il punto di vista dell'atteggiamento e della voglia di fare sul campo risultati importanti. Con qualche attenzione in più si potrebbe essere piu sereni, ma il lavoro sta dando i suoi frutti».


VERA JUVE - Per vedere la vera Juve ci vule ancora un po' di pazienza. «Cambiamenti radicali non hanno mai portato risultati immediati, ma risultati a tempo, noi ora stiamo ottenendo buoni risultati e siamo fiduciosi per il futuro. Ho trovato grande disponibilità da parte dei rigazzi, voglia di lavorare, dare il massimo c'è sempre, ho visto grande applicazione anche su un cambiamento di mentalità e di gioco dal punto di vista tattico. La Juve trarrà grandi vantaggi da questa annata».


PASSIONE - Cosa non è cambiato in Del Neri nella sua lunga carriera di allenatore? «L'entusiasmo. Alleno con lo stesso entusiasmo dei primi anni, la passione è rimasta, poi l'evoluziione nella tattica, nei campionati c'è stata, ma quello che mi è rimasto è la passione. Penso di essere arrivato per gradi a questo stadio della mia vita calcistica e di aver passato questi 24 anni con positività. Mi ispiro al Milan degli anni '80».


MODULO - Il marchio di fabbrica è sempre stato il 4-4-2, anche se Del Neri dice di non far troppo caso ai numeri: «Sono rispettoso di tutti i modelli, più che di modulo parlerei di organizzazione di gioco, non c'è un modulo vincente ma un modello di organizzazione di gioco e ogni allenatore ne ha uno. Tutti sono rispettabilissimi. Il mio è il 4-4-2 che poi non è sempre 4-4-2, perché alla fine chi gioca con due ali gioca col 4-2-4, l'importante è che ci sia un'idea di continuità e io non cambio».


ATTENZIONE - Cos'è che lo fa più arrabbiare? «Un movimento tattico sbagliato: i gol sbagliati, i rigori sbagliati, fanno parte di una situazione tecnica. Mi paice capire se i giocatori capiscono dove sbagliano perché vuol dire che siamo a una svolta di mentalità, mi piace discutere con i miei giocatori. Si può migliorare sempre capendo che bisogna passare sopra gli errori».


GOL SUBITI - La Juve subisce troppi gol, ma Del Neri è sicuro che da questo punto di vista la squadra migliorerà presto: «13 gol subiti e 21 fatti la dicono lunga sulla potenzialità di questa squadra in attacco, se fossimo perfetti saremmo primi in classifica. Dobbiamo trovare gli equilibri. Speriamo di diminuire i gol presi aumentando quelli fatti».


INTER - Ora c'è la supersfida all'Inter, ma per Del Neri non è la partita della vita. «Ci sono state tante partite importanti, soprattutto quando ho iniziato ad allenare. È una sfida che interessa a tutta Italia. La Juve è una squadra amata da tutta Italia, siamo consapevoli della nostra voglia di dare il massimo. questa è una sfida importantissima, ma ne ho affrontate altre molto più importanti e difficili per me. La affronto in maniera serena perché devo dare serenità al gruppo, se un allenatore si spaventa per una gara meglio che cambi mestiere».


AMAURI - Potrà recuperare Amauri? «Vediamo, siamo tornati stamattina da Manchester, vediamo come recuperiamo. Nella Juve sappiamo che non c'è nessun titolare».


KRASIC - La Juve ora ha un gioiello di nome Krasic. «Lui ha ancora molti margini di miglioramento, ne sono certo, un ragazzo generoso con qualità importanti, uno che piace per forza perché è generoso, propositivo. Noi pensiamo di essere tutti Krasic, il gruppo ha questa mentalità. Quello che non voglio si ribalti mai è questa voglia di far bene di approcciarsi in campo con questa intensità, la voglia di non mollare mai. Poi a volte giochi meglio a volte peggio».


MOURINHO - Senza Mourinho è una sfida diversa? «Ho battuto anche l'Inter senza Mourinho. Non sono dipendente dal portoghese. Affrontiamo i campioni d'Europa e d'Italia, è cambiato poco, le qualità non si discutono ma noi vogliamo andare lì, fare la nostra partita a viso aperto. Benitez è un ottimo allenatore ,ha dato serenità all'ambiente, un'ottima risorsa per il calcio italiano, sta portando metodologia diversa. Ho visto che regge bene l'urto, ha giocatori che rendono molto anche cambiandoli di ruolo».


DEL PIERO - Con Del Piero va tutto bene: «Su questo non avevo dubbi, parlo di Del Piero come tutti gli altri, facciamo parte della Juve, non c'è nessuna titolarità, niente è dovuto. Si è dimostrato un grande professionista finora e ha sempre dato un grande apporto quando ha giocato, in sintonia con quello che ci siamo detti a inizio stagione. Questo è l'anno zero dove dobbiamo essere tutti utili e nessuno indispensabile».


AGNELLI - Un pensiero per il presidente Agnelli. «Certo il presidente è una persona fondamentale per noi, ha dato una sterzata di entusiasmo e di forza psicologica perché porta un nome importante che ha dato molto alla Juve. È sempre vicino al nostro gruppo, ho sempre detto che una squadra raggiunge obiettivi se ha una solidità che può reggere nel comando. Noi non intendiamo prendere la nostra linea ma quella del presidente».


SLOGAN - Del Neri chiude con il suo slogan: «Senza limiti, il che vuol dire interpretazioni diverse: Se la Juve si comporta come a Mancheter il no limits può spostarsi più su».


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