De Rossi: Totti il più grande. Io voglio restare alla Roma

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TORSHAVN (FAR OER), 2 settembre - «Totti è una fortuna per la Roma, è il più grande giocatore di tutti i tempi dopo Baggio, ma anche Luis Enrique è una fortuna, è un allenatore giovane, offensivo e leale. Basta con le fazioni intorno alla Roma». Lo dice Daniele De Rossi dallo spogliatoio dello stadio di Torshavn commentando le parole del ds Sabatini sul rischio che il caso Totti «uccida la Roma». «Ha detto che per me vuole un contratto innovativo? Per me va bene anche il vecchio. Loro vogliono tenermi, io voglio restare, ma discutiamo per qualche soldo in più e in meno. È così in tutti i lavori e chi dice diversamente racconta delle favole».


LE FAZIONI - «Abbiamo tutte queste fortune - ha proseguito De Rossi - ma anche una sfortuna: il campionato non è ancora iniziato, ma la città è già in subbuglio. Chi sta con Totti e chi con l'allenatore, chi con Sabatini e chi con Baldini. E tutto per qualche piccolo tornaconto personale: dico che sarebbe il caso di smetterla con queste fazioni, stare uniti tutti attorno alla Roma come è stato con lo Slovan. I tifosi dovrebbero essere felici, la società sta lavorando bene, ha scelto un ottimo allenatore, ripeto sempre leale con i giocatori, e ha giocatori importanti. Insomma, è una grossa squadra: la tengano stretta». E dire che la sostituzione di Totti in Europa League ha provocato tanto clamore, senza neanche una parola dell'interessato: «Si esce e si è più o meno felici, vale per tutti i calciatori. Ma non è successo nulla, dire che Francesco divide lo spogliatoio è profondamente sbagliato. Più rispetto? C'è sempre stato, da parte di Francesco e da parte di Luis Enrique: a meno che in questi cinque giorni in cui sono mancato da Roma non si siano beccati...».


IL CONTRATTO - Qualche beccata è invece arrivata sul contratto: «Sabatini dice che è preoccupato e lo vorrebbe innovativo? A me andava bene anche il vecchio tipo - precisa il centrocampista - Sbaglia chi dice che avrei firmato in bianco: io voglio qualcosa in più, loro vogliono risparmiare qualche soldo. È la normale disputa di ogni lavoro, chi vi dice qualcosa di diverso racconta favole. Preoccupazione? Loro vogliono tenermi, io voglio restare. Vedremo».


LA NAZIONALE - De Rossi parla anche della prestazione contro le Far Oer, sua e della squadra. «Era una partita trabocchetto, e infatti abbiamo sofferto più qui che contro la Spagna - ammette - Sono i paradossi del calcio, ma può succedere. Il campo stretto, loro che difendevano in 11, la nostra condizione. Abbiamo avuto il 90 per cento di possesso palla, e abbiamo rischiato di pareggiare. Personalmente, avevo paura di crollar nel finale, è la prima volta che gioco più di un'ora. E invece sono andato bene. Ora la Slovenia: dovremo giocare una partita diversa».


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