Capello: «Difendere i vivai. Platini concorda con me»

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DUBAI - Un 'j'accuse' contro le politiche di formazione dei club e il 'mercato dei vivai', e un grido d'allarme per il rischio di una crisi e di uno snaturamento dell'Europa calcistica hanno caratterizzato l'intervento di Fabio Capello al Globe Soccer, giunto alla terza edizione e che si conclude oggi a Dubai dopo due giorni di lavori. «In Europa si rischia l'identità storica e culturale di un calcio che rappresenta molto, per questo è giusto lodare la Spagna e il suo conservato amore per la formazione», ha detto il ct dell'Inghilterra, rilevando che «la globalizzazione porta anche problemi». «In Italia gli stranieri presenti nei settori giovanili sono il 40% - ha precisato - in Inghilterra andiamo oltre, al punto che nella Premier la selezione possibile per la Nazionale è tra poco più del 30% dei calciatori presenti». Pur sottolineando che «nessuno vuole frenare la storia» e portando l'esempio dell'Udinese («bravissima» nel cercare «su tutti i mercati possibili con competenza»), il tecnico friulano difende «il lavoro di chi costruisce con pazienza e fatica un calciatore». «Ho lavorato per sei anni nel settore giovanile del Milan e non accetto che dopo un simile impegno arrivi qualcuno a portarsi via il prodotto vincente», ammonisce. «Ne ho parlato personalmente con Platini e lui la pensa come me. Vedrete che presto si farà qualcosa», aggiunge Capello.


«ANCELOTTI AL PSG? SARA' IN GRADO DI GUIDARLO AL MEGLIO» - «Ancelotti è pronto a guidare qualsiasi macchina visto l'esperienza internazionale che ha accumulato». Fabio Capello ha commentato così l'imminente arrivo sulla panchina parigina del tecnico italiano. «Abbiamo allenatori importanti e di successo che si stanno facendo valere come Spalletti, Zaccheroni, Mancini. Si vede che la scuola italiana è molto buona ma c'è anche un risvolto negativo: molti bravi tecnici vanno via dall'Italia. Chiediamoci il perchè».


«L'EMIRATES STADIUM, UN MODELLO» - Di grande rilievo, negli interventi al Globe Soccer e alla 6/a edizione della International Sports Conference a Dubai, il problema degli stadi e quello dei diritti televisivi. Il direttore marketing dell'Arsenal, Charles Allen, si è pronunciato contro la teoria degli impianti piccoli. «Avevamo uno stadio esaurito con un limite, 45 mila posti, ne abbiamo costruito un altro, oggi il migliore che esiste, che è sempre esaurito ugualmente ma con 60 mila biglietti venduti», ha spiegato. «Noi abbiamo un club di 125 anni ma ancora molto giovane, con 130 milioni di tifosi nel mondo, l'Emirates Stadium è stato pensato per battere la concorrenza di chi sta in salotto e mangia le patatine», ha aggiunto, presentando la gamma di offerte del nuovo impianto (ristoranti, bar, museo, archivi, possibilità per i tifosi di 'comprarsi' una mattonella o un'iscrizione, ecc.), viste come strumento di aggregazione e fidelizzazione. Sono «tutti momenti buoni ad identificarsi e considerare che il tempo all'Emirates è speso bene ed è speso per l'Arsenal», ha sottolineato Allen.


IL 'PROBLEMA' DELLE NAZIONALI - Dal canto suo, Guy Laurent Epstein, dirigente Uefa per il diritti tv, ha illustrato la nuova strategia per le squadre nazionali. «Oggi le partite delle Nazionali sono in chiaro, per l'alta richiesta, e concentrate, col risultato che l'una copre l'altra e il tifoso vede una partita sola, la propria», ha spiegato. «Abbiamo cercato di proporre un nuovo calendario di gare, nell'arco di tre giorni, per consentire maggiori finestre, lasciando in chiaro la partita della Nazionale del Paese e guardando alle altre piattaforme multicanale per il resto della programmazione», ha precisato Epstein, prevedendo come risultato «una reale moltiplicazione dell'offerta, con maggiore successo di ascolto e gradimento ed una più equa distribuzione del costo». «Centralizzando la vendita, inoltre, controlleremo la qualità ed elimineremo il rischio di veder penalizzate le piccole realtà da un sorteggio non felice», ha aggiunto. assicurando che «l'Uefa garantirà più equilibrio».


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