Cambiasso: «Sfogo Chivu? Non siamo preoccupati»

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APPIANO GENTILE (COMO), 28 settembre - «I problemi ci sono in tutte le squadre e non siamo per niente preoccupati. Questa squadra ha una grande mentalità e quando ci sono sfoghi in campo e fuori è meglio che un atteggiamento passivo». Così Esteban Cambiasso riassume il delicato momento dell'Inter dopo la sconfitta con la Roma. L'Inter domani affronta il Werder Brema in Champions League. «E' una squadra forte che ha una grandissima mentalità. Lo ha dimostrato nei preliminari quando sembrava fuori contro la Sampdoria e invece ha conquistato la qualificazione negli ultimi minuti della seconda sfida. E poi ha un notevole potenziale offensivo che non potremo sottovalutare». Pensa a un Werder dimesso complici le molte assenze? «Anche noi abbiamo le nostre assenze che sono parte del gioco. Può capitare durante la stagione, ma non sarà determinante. Le due rose sono ampie e dovremo fare attenzione al Werder che ha grandi giocatori».


CHIARIMENTO NELLO SPOGLIATOIO - Cosa pensa del ritorno a Milano di Arnautovic? «Non mi piace parlare di singoli, ma mi fa piacere salutarlo». Cosa ricorda dei precedenti incontri con il Werder? «Sono sempre state partite difficili contro il Werder e credo che lo sarà anche stavolta». Giusto andare avanti con il 4-2-3-1 o cambiare modulo viste le ultime difficoltà? «I moduli sono tutti importanti, ma contano gli uomini. Lo scorso anno per esempio abbiamo iniziato con il rombo e abbiamo finito con il 4-2-3-1. I cambiamenti ci possono essere, ma non sono determinanti». Come avete analizzato la sconfitta di Roma? «Le cose che accadono nello spogliatoio non si devono venire fuori. Ci siamo parlati come sempre, confermando la voglia di voler vincere, ma senza dimenticare che siamo primi in campionato e abbiamo vinto un titolo, cosa che gli altri non hanno fatto». Come giudichi i problemi in attacco della squadra? «Può capitare di fare qualche errore sottoporta, ma l'importante è creare occasioni. A Palermo e con il Bari abbiamo creato e vinto, a Roma le occasioni ci sono state, ma è andata male».

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