Calderoli: Tagliare stipendi Cannavaro: Paese ridicolo

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ROMA, 6 giugno - «È giusto che anche il mondo del calcio partecipi ai sacrifici degli italiani di fronte alla crisi». È la proposta che Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione legislativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, nel corso di una conversazione con l'ANSA, rivolge alla Figc e alle società di calcio. «In vista dei Mondiali faccio appello alla Figc affinchè gli eventuali premi che spetteranno ai calciatori vengano ridimensionati rispetto alla crisi - spiega Calderoli - Anzi sarebbe un bel gesto se calciatori e Federcalcio ne devolvessero parte a titolo onorifico». «Le società di calcio ridimensionino gli ingaggi dei calciatori tenuto conto che i Cip 6 hanno drogato il mercato. Mentre sugli stipendi dei calciatori non possiamo intervenire, sui Cip 6 sì ». Così Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione legislativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, conversando con l'ANSA, si rivolge alle società di calcio affinchè «tengano conto della crisi». Il Cip 6 è una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi che stabilisce gli incentivi per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e "assimilate". Tra gli impianti che percepiscono gli incentivi sono previste perciò anche le raffinerie.


IL RIFERIMENTO - Calderoli sembra fare riferimento agli imprenditori del settore energetico presenti nel mondo del calcio. Tra questi, in serie A, ci sono la famiglia Moratti proprietaria dell'Inter, la famiglia Sensi proprietaria della Roma e la famiglia Garrone proprietaria della Sampdoria. Il Cip6 prevede che chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate abbia diritto a rivenderla al Gestore dei Servizi Energetici ad un prezzo superiore a quello di mercato.


LA RUSSA A CALDEROLI - 
«Calderoli mi piace molto di più come ministro che come commentatore sportivo, anche perché le sue conoscenze calcistiche si limitano alla vittoria della Padania su non so quale squadretta». Ignazio La Russa, al telefono con l'Ansa, commenta così le parole del ministro leghista sugli stipendi dei calciatori della nazionale e dei club. Insomma, ha aggiunto il ministro della Difesa, acceso tifoso interista, «è meglio che Calderoli si occupi della Padania».


PALOMBO A CALDEROLI - 
«Ridurre i premi? Io pagherei di tasca mia, per vincere i Mondiali». Angelo Palombo ascolta la proposta del ministro Calderoli di tagliare i premi del Mondiale, e non si scompone. «A dire il vero - dice il centrocampista della nazionale e della Samp - in ogni lavoro quando raggiungi un obiettivo c'è un riconoscimento, anche economico. Ma figurarsi se è quello il problema, ce li metto io per alzare la Coppa...». Il premio per Sudafrica 2010, in ogni modo, dovrebbe essere in sostanza già ridotto per volontà della Federcalcio, rispetto ai budget del 2006. I premi Fifa alla federazione che vince sono sono cresciuti rispetto a quattro anni fa, da 21 milioni di euro a circa 30 nella prossima edizione, e nonostante ciò il premio ai giocatori per l'eventuale primo posto rimarrà fermo alle quotazioni della vittoria di Berlino, 240 mila euro netti a giocatore. In calo reale invece il compenso per eventuale secondo o terzo posto: rispettivamente 130 mila e 30 mila euro a testa.


ULIVERI RISPONDE A CALDEROLI -
«L'idea non è male, mi pare chiaro che ci sia necessità di risparmiare. Per l'appunto, cominci il ministro Calderoli a rinunciare alle sue indennità». Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione italiana allenatori e consigliere federale, commenta così intervenendo al meeting Golden Goal di Sorrento, la proposta del ministro leghista agli azzurri di rinunciare ai premi del Mondiale. «Che cosa vi posso dire - aggiunge Ulivieri - io e Calderoli siamo su sponde diverse: lui è per la Padania, io fortemente per l'Italia. Però ribadisco, ha avuto una pensata: cominci a metterla in pratica lui».


BUFFON A CALDEROLI - Gigi Buffon, portiere della nazionale, è in vacanza a Praga, e da lì ha seguito via Internet il giallo Marchisio e soprattuto le proposte di Calderoli. «Su Marchisio non ho visto - dice al telefono con l'ANSA - Però conoscendo il ragazzo mi sembrerebbe molto strano, anche perché non gli ho mai sentito dir nulla contro Roma e la Roma». Poi, le dichiarazioni del ministro leghista. «Se Calderoli mi dice dove dovrebbero andare i nostri soldi, magari ci faccio un pensiero: se la causa la reputo giusta. Non capisco - ha aggiunto il numero 1 azzurro - come mai i politici cavalchino sempre l'onda dei Mondiali per fare certe sparate, e darci stoccate via stampa, piuttosto che venire a incontrarci e parlarci di persona. Per poi fare retromarcia se le cose vanno bene...».  


CANNAVARO: «PAESE RIDICOLO» - 
«La verità è che siamo un Paese ridicolo». Pensieri e parole del capitano della Nazionale italiana campione del mondo di calcio Fabio Cannavaro, al termine dell'ennesima giornata di convulse polemiche sugli azzurri. «Quello che è successo durante l'inno ieri sera - spiega Cannavaro all'ANSA - è semplice: stavamo andando fuori tempo, Marchisio in particolare, tra suono della banda e coro del pubblico. Per quello, solo per quello, ci siamo messi a ridere. Quanto a Calderoli, neppure commento. Ribadisco, siamo proprio un Paese ridicolo...».


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