Calcioscommesse LIVE: oggi primi interrogatori

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ROMA, 3 giugno - È prevista quest'oggi la prima tornata di interrogatori delle sette persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cremona sulle partite truccate. Fra i primi a dover essere sentiti ci dovrebbe essere Massimo Erodiani, pescarese, titolare di agenzie di scommesse ritenuto tra i promotori dell'organizzazione della quale altre nove persone sono agli arresti domiciliari. Gli interrogatori si terranno davanti al gip di Cremona Guido Salvini. Oltre a Erodiani, oggi dovrebbero essere interrogati dal gip di Cremona Guido Salvini anche Marco Pirani, medico odontoiatra di Sirolo (Ancona), ritenuto con Erodiani il promotore del sistema di scommesse clandestine; Antonio Bellavista, detto 'Makelelè', ex calciatore di seria A e, infine, Marco Paoloni, portiere della Cremonese poi passato al Benevento. 


IL PUNTO: COSA PUÒ ACCADERE A SQUADRE E GIOCATORI



AGGIORNA LA DIRETTA



14.12 AVVOCATO ASCOLI: SOCIETA' NON COINVOLTA IN ALCUN MODO


"L'Ascoli calcio vuole dimostrare in tutte le sedi che non ha niente a che fare con lo scandalo del calcio scommesse scoppiato l'1 giugno". Così l'avv. Mauro Gionni, che stamane ha depositato presso il gip e la Procura di Cremona, titolare dell'inchiesta, la costituzione di parte lesa per conto della società. "Riteniamo di non dover essere coinvolti in alcun modo, in quanto estranei alla vicenda che riguarderebbe, eventualmente, responsabilità dei singoli. Ma è bene che si sappia fin d'ora che l'Ascoli ha sempre combattuto certi comportamenti", dice Gionni. Il riferimento, tra l'altro, è a una denuncia che al termine del campionato 2008-2009 il presidente Roberto Benigni fece proprio al procuratore federale Palazzi segnalando qualche anomalia nei risultati della squadra, che giocava sempre molto bene, ma non raccoglieva punti. Benigni, alla luce di qualche sospetto, presentò alla giustizia calcistica una denuncia contro ignoti, che però non ha avuto seguito. A gennaio scorso, poi, uno dei tesserati coinvolti, Vincenzo Sommese, venne messo fuori squadra, ufficialmente per aver rifiutato un trasferimento. Anche l'altro giocatore coinvolto, Vittorio Micolucci, nella parte finale del campionato scorso è finito in panchina. "Produrremo, se necessario, documenti e memorie volte a far emergere il corretto comportamento tenuto dall'Ascoli calcio negli anni - aggiunge l'avv. Gionni - tenuto conto che la Procura federale sta acquisendo gli atti dell'inchiesta sportiva". Il penalista ascolano si occuperà dell'aspetto penale, mentre il collega di Roma Enzo Proietti seguirà la parte relativa alla giustizia sportiva.


14.10 MERCATO ILLEGALE RACCOGLIE 2,5 MLD ALL'ANNO

Nel 2010 il mercato delle scommesse clandestine sarebbe ammontato a circa 2,5 miliardi di euro contro i 4,4 raccolti da quello legale. Secondo le stime degli esperti citate dall'agenzia specializzata Agicos, il mercato delle scommesse illegali sarebbe in crescita rispetto al 2009 quando le stime del mercato clandestino erano state di circa 1,6 miliardi di euro. Il mercato delle scommesse illegali rappresenterebbe dunque oltre la metà (il 56%) di quello legale, che nel 2010 in Italia ha fatto segnare una raccolta superiore ai 4,4 miliardi di euro.



14.05 PM CREMONA: «DE ROSSI? SCIOCCHEZZE»

Il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, ha spiegato che non vi è il nome del centrocampista della Roma e della Nazionale Daniele De Rossi nell'inchiesta che ha portato all'arresto di 16 persone per un giro di scommesse clandestine. "Quella di De Rossi è una sciocchezza - ha detto il magistrato - ho chiesto informazioni ai miei ufficiali di polizia giudiziaria e mi è stato detto che il nome di De Rossi non c'è".


14.00 ABETE SU DE ROSSI: «È E SARA' COLONNA NAZIONALE»


"De Rossi è una colonna della Nazionale e sono certo che lo resterà ancora a lungo". Così il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha commentato, ai microfoni di Sky Sport 24, il presunto coinvolgimento del centrocampista della Roma nello scandalo del Calcioscommesse. "Il mondo del calcio non ha difese - ha spiegato il n. 1 della Figc -, saremo intransigenti con chi ha sbagliato". Abete si dice "amareggiato e consapevole che il problema ci sarà anche nei prossimi anni. Il calcio ha bisogno di aiuto, non possiamo accettare che questo mondo venga infangato". Sulle intercettazioni Abete precisa: "La giustizia sportiva non può intervenire, questo è un compito che spetta alla giustizia ordinaria".



13.45 PM CREMONA, ALL'ESAME ANCHE ALTRI REATI

Gli indagati nell'inchiesta della Procura di Cremona sulle partite truccate avrebbero commesso altri reati anche dopo la cessazione delle intercettazioni telefoniche che sono contenute nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di 16 di loro e all'iscrizione sul registro degli indagati di altri 29. È stato spiegato brevemente dal procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, il quale non ha voluto dire di quali reati si tratti anche se non dovrebbero essere illeciti di natura sportiva bensì episodi che si collocano nel rapporto tra gli indagati. Nel frattempo stanno proseguendo gli interrogatori di due degli arrestati, Massimo Erodiani, titolare di una serie di agenzie di scommesse, e Marco Pirani, medico odontoiatra con Erodiani ritenuto tra i promotori dell'organizzazione. Di Martino ha anche spiegato che, in tempi brevi, trasmetterà gli atti, o parte degli atti dell'inchiesta, al procuratore della Federcalcio Stefano Palazzi.


13.15 CALCIOSCOMMESSE: ASCOLI SI COSTITUISCE PARTE LESA


L'Ascoli Calcio, attraverso il proprio legale, l'avv. Mauro Gionni, si è formalmente costituito come parte lesa nel procedimento penale sul Calcioscommesse, pendente presso la procura del Tribunale di Cremona. La società si riserva di costituirsi parte civile laddove si accertassero danni patrimoniali e sportivi cagionati al club dalle condotte degli indagati, oggetto di accertamento da parte dell'autorità giudiziaria. Nell'inchiesta sono coinvolti tre tesserati della società bianconera: Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese (agli arresti domiciliari), e Alex Pederzoli, indagato a piede libero.



13.00 TRENTASETTE PARTITE SOSPETTE SEGNALATE NELLA STAGIONE 2010/2011

 Quattro-cinque partite di serie A. Dodici di serie B e più o meno una ventina di Lega Pro. In totale, fa sapere Agipronews, quasi una quarantina di gare che, nel corso della stagione 2010/2011 sono arrivate sui tavoli della procura federale della Figc su segnalazione dei Monopoli di Stato, attraverso il sofisticato meccanismo di controllo – il “Robocop” a disposizione dell’ente regolatore del gioco, in grado di controllare singole scommesse e giocate multiple fino a cinque gare – che monitora i flussi di qualsiasi tipologia di scommessa inserita nei palinsesti di gioco sul calcio. Le segnalazioni sono state il frutto di un'analisi accurata, sia nella fase “ante”, sia in quella “post” (prima e dopo le gare), a fronte di picchi di danaro scommesso fuori della norma e relativo abbassamento repentino delle quote. Sia chiaro: non tutte le segnalazioni sui movimenti di gioco relativi ai vari “segni” di giocata _ dall'1X2, all'Under/Over, al risultato esatto ecc. _ hanno trovato riscontri tangibili con gli esiti delle partite. Ma in alcuni frangenti la segnalazione ha avuto riscontro pieno, come nel caso di Atalanta-Piacenza, finita nel faldone dell’inchiesta su “Scommessopoli”. Il match dello scorso 19 marzo sul quale la procura federale della Figc aveva aperto un fascicolo su segnalazione dei Monopoli di Stato su flussi anomali di scommesse: dopo aver verificato un’insolita concentrazione di giocate (nell’ordine di centinaia di migliaia di euro) sul segno «1» e sulle tipologie “Primo tempo/finale”(l'esito delle due frazioni di gioco) e «Primo tempo 1X2» (il segno con il quale si sono chiusi i primi 45’). In entrambi i casi, gli scommettitori avevano puntato quasi esclusivamente sull’Atalanta vincente anche nella prima frazione di gioco (3-0 alla fine del primo tempo, risultato poi definitivo). I Monopoli avevano inviato in via Allegri – nella serata di venerdì 18 marzo, 24 ore prima della partita - la segnalazione su flussi anomali sulla vittoria dell’Atalanta.



12.30 PIRANI HA INTENZIONE DI RISPONDERE AL GIP


Ha espresso l'intenzione di rispondere al gip di Cremona, Guido Salvini, Marco Pirani, il medico odontoiatra della provincia di Ancona, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul sistema di scommesse clandestine. Lo ha spiegato prima dell'inizio dell'interrogatorio, il suo legale, Alessandro Scaloni, il quale ha detto che il medico si dichiara "assolutamente innocente" riguardo la ricetta con la quale l'ex portiere della Cremonese Marco Paoloni acquistò delle benzodiazepine che somministrò ad alcuni suoi compagni di squadra in occasione della partita Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010 per alterare il corso della partita. La somministrazione di lormetazepam provocò uno stato di sonnolenza e affaticamento nei calciatori. Pirani ha spiegato che qualora avesse avuto coscienza che era destinato a un uso illecito, mai avrebbe prescritto il farmaco sulla propria carta intestata alla moglie di Paoloni, che ne aveva fatta esplicita richiesta. Non si sa ancora quale sarà la scelta di Massimo Erodiani, titolare di agenzie di scommesse nel pescarese: non si sa se parlerà al gip o, invece, si avvarrà della facoltà di non rispondere. I suoi legali intendono comunque contestare l'utilizzabilità delle intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare per una serie di ragioni tecniche.


12.00 ABETE: VENGA MENO L'OMERTÀ DELLA SOCIETÀ ITALIANA


"Bisogna rafforzare la logica della responsabilità e far venir meno l'omertà che è presente nella società italiana, e anche alle volte nel mondo del calcio". Lo ha detto il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, in un'intervista a RaiSport, parlando dello scandalo che ha portato all'arresto di Signori e di altre 15 persone, e riprendendo il concetto espresso ieri dal ct Prandelli. Dopo l'intervista rilasciata ieri all'ANSA dall'ad di Snai Ughi, nella quale si parlava di una richiesta di maggior controllo fatta al mondo dello sport, Abete è anche intervenuto sui rischi che il mondo del calcio corre. "Noi dobbiamo ringraziare le forze dell'ordine e la magistratura per quello che stanno facendo - ha detto - d'altra parte il sistema delle scommesse non porta alcun beneficio, al calcio, noi siamo solo soggetti a rischio. Se si può scommettere anche sul numero dei gol fino all'ultimo minuto, fino all'ultimo secondo, non c'è possibilità di premunirsi nei confronti di comportamenti non corretti". Abete, che si è definito "amareggiato e sgomento", per il nuovo scandalo, ha ribadito la necessità "di fare al più presto luce sui fatti. Dobbiamo garantire la partenza regolare della stagione 2011-2012, la giustizia sportiva deve fare in modo veloce e fare bene". Abete ha infine ribadito i limiti strutturali della giustizia sportiva. "Ricordo ancora che su Calciopoli dopo cinque anni la giustizia ordinaria è ancor al primo grado. Il nostro è un ruolo diverso, la giustizia sportiva deve fare presto ma ha strumenti diversi. Non può far uso delle intercettazioni, non può fare le perquisizioni, non può fare controlli bancari per capire se un assegno è stato o non è stato staccato. D'altra parte quello delle scommesse è un problema mondiale. La Fifa ha dato 20 milioni di euro all'Interpol, il Cio se ne è occupato e tornerà ad occuparsene il 15 giugno, lo stesso farà l'Uefa chiedendo il sostegno delle forze dell'ordine e della magistratura".


11.30 ABETE: GIUSTIZIA SPORTIVA TEMPESTIVA 
La giustizia sportiva "deve fare in tempo prima della nuova stagione, deve essere tempestiva". Lo ha detto il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, a proposito del nuovo scandalo del calcioscommesse, intervistato dal Tg1 all'interno di 'UnoMattina estate'. "Vorrei ricordare che quando ci fu Calciopoli, nel 2006, la giustizia sportiva chiuse il suo corso in due mesi. Oggi a Napoli la giustizia ordinaria è al primo grado, dopo cinque anni". La tempestività, ha aggiunto Abete, è necessaria "per consentire la definizione degli organici" per la prossima stagione. Quanto alle critiche mosse in queste ore alla procura federale guidata da Palazzi, il presidente della Figc le ha definite "strumentali". "Non dimentichiamo che siamo un organismo derivato - ha spiegato - Cosa si scoprirebbe in Italia, se non ci fossero le perquisizioni, le intercettazioni, i controlli bancari? Noi non possiamo farlo. Se la procura federale avesse queste possibilità, allora capirei queste osservazioni...". Abete ha anche commentato l'appello lanciato da Prandelli al mondo del calcio, per far cadere un muro di omertà: "Di fronte ai comportamenti delinquenziali - ha detto - da una parte bisogna migliorare il sistema dei controlli e delle sanzioni, dall'altra bisogna far emergere una dimensione di responsabilità di chi opera nel calcio, per allontanare le mele marce". Infine le voci su un allargamento dello scandalo alla serie A. "Ci sono situazioni in cui tesserati o ex tesserati fanno riferimento a partite della massima serie - ha concluso il presidente della Figc - ma finora senza riscontri. Dobbiamo capire fin dove questi personaggi si siano spinti: a prima vista, sembra che la loro dimensione non sia tale da arrivare a questi livelli".


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