Braschi: «Rigore di Krasic? È stato bravo Iaquinta»

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ROMA, 25 ottobre -
«Krasic? Iaquinta è stato bravo....sto scherzando». Lo dice Stefano Braschi, commentado la "simulazione" del serbo della Juve da cui è nato ieri a Bologna un rigore, poi sbagliato dal compagno di squadra. «Ho visto la televisione e quello non era rigore, ma voglio ragionare in termini generali cercando di non limitarmi all'episodio, perchè se dovessi valutare la giornata di ieri dalla decisione di De Marco direi che è stata una giornata negativa. Invece non lo dico perché ieri è stata complessivamente una buona giornata».


LE PRECISAZIONI - Intervenendo ai microfoni de "La Politica nel pallone-Gr Parlamento", il designatore della serie A ha aggiunto: «Non bisogna valutare il comportamento dei calciatori perché magari ieri Krasic ha fatto una stupidaggine. Credo che bisogna avere molto equilibrio in queste cose. Non è un buon gesto, non è una buona cosa, credo, almeno spero nessuno parli di arbitri quando finiscono le partite. Nel rispetto anche di altri è bene che io non parli di giocatori quando finiscono le partite perchè è una questione di rispetto. Però se me lo chiede io le rispondo. Come noi anche loro ogni tanto fanno una stupidaggine. E probabilmente stavolta è toccato a Krasic, è toccato anche a De Marco». «È sempre molto complicato capire perché un arbitro fa un errore. - ha proseguito Braschi - L'assistente non lo salva perchè è molto concentrato sul tenere la linea del fuorigioco. È un errore, quando vedi male vedi male. Metto questo episodio nel contesto di 8 gare di campionato con un buon livello di collaborazione».


MOMENTO ARBITRI - 
«È presto per fare bilanci. Sono moderatamente soddisfatto ma credo che sia giusto lavorare. Qualche errore c'è stato e ci sarà, ma bisogna ridurli al minimo e pensare a fare bene e non a quello che è stato fatto»: così il designatore arbitrale della serie A, Stefano Braschi ai microfoni de "La Politica nel pallone". «Non ricordo un campionato così incerto fino a questo momento - ha aggiunto - è combattuto ed equilibrato, è bello per chi vede il calcio, è meglio se c'è incertezza per gli spettatori. Siamo partiti dal presupposto che ci sono 20 arbitri di assoluto livello e che devono turnare su tutte le squadre, per evitare che alcuni arbitri dirigano troppo spesso alcune squadre e meno altre, poi vogliamo diminuire il numero di fischi in partita ed adeguarlo a quelli in Europa». Braschi ha aggiunto: «In ogni caso sta andando bene da questo punto di vista, perché almeno nelle prime gare abbiamo abbassato almeno nelle prime sette giornate di 3.5 falli a partita, sembra poco ma statisticamente è il 14 per cento, non è male. Bene anche sui fuorigioco con una percentuale di errore bassissima al 3,78% con 32 errori su 872 segnalazioni, ma speriamo di scendere al 2,78% per dare un servizio sempre migliore». «Pensare che tutto possa essere perfetto - ha aggiunto - è come pensare che gli arbitri non possano mai sbagliare. Siamo sulla buona strada, sono abbastanza contento del rapporto che c'è con i giocatori. Non mi riferisco ai singoli episodi, ma se stiamo fischiando meno e ammonendo meno è merito anche dei calciatori. Per far si che il gioco funzioni tutte le componenti devono essere solidali».


IL RIENTRO DI RUSSO - Braschi ha poi commentato il rientro di Russo di Nola che ieri ha diretto Genoa-Catania: «Russo ha fatto bene, ha diretto una buona gara, è rientrato con serenità. Volevo capire se aveva ritrovato dentro di sè la convinzione, la serenità giusta - le parole del designatore - Russo è rientrato bene, come tutti gli arbitri che hanno una piccola disavventura hanno un momento di calma perché devono riordinare le idee. Non è stato né sospeso, né censurato come qualcuno ha voluto far credere. Qui nessuno fa queste cose. Per fare un arbitro ci vogliono 20 anni. Russo ha sbagliato la partita a Brescia, non ha arbitrato bene, ha arbitrato male, può succedere a tutti. Rientrerà come tutti e farà bene perche è un arbitro assolutamente bravo». Braschi promuove anche Morganti: «È un arbitro di grande valore e speriamo continui con questa voglia, concentrazione e capacità di mettersi in discussione».


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