Bigon: «Questo Napoli è più forte dell'anno scorso»

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NAPOLI, 1 settembre - Riccardo Bigon è molto soddisfatto. Il giorno dopo la chiusura del mercato è tempo di bilanci al Napoli: negli ultimi giorni sono arrivati in azzurro Sosa, Yebda, Cribari e il baby Dimitru a completare una rosa che ora dovrà affrontare tre competizioni. «Siamo contenti perché abbiamo fatto ciò che ci eravamo prefissati ed ottenuto quello che ci aspettavamo. Abbiamo migliorato i reparti con determinati uomini che rispondessero alle caratteristiche tecniche adeguate al gioco dell'allenatore. Non abbiamo comprato tanto per comprare nè fatto operazioni giusto per il nome. Siamo andati nel dettaglio scegliendo uomini che potessero essere adatti alle dinamiche del nostro gioco. Il nostro primo obiettivo non è mai il singolo ma costruire la rosa giusta. E crediamo fermamente nella qualità e nell'entusiasmo di questo organico che tra l'altro come numero di elementi è perfetto per le esigenze avanzate da Mazzarri. Poi è chiaro che il calciomercato è una realtà virtuale, sarà il campo a dare il suo giudizio, sia per il Napoli che per tutte le altre squadre».


LE CESSIONI - Il Napoli ha fatto tanto anche in uscita e per Bigon non era facile: «Sì, soprattutto in un mercato come quello di quest'anno non era facile riuscire a collocare elementi in uscita. Noi ci siamo riusciti con la soddisfazione reciproca di giocatore e Società e questo è un motivo di orgoglio. Voglio sottolineare che questo è il frutto di un lavoro di equipe, di un gruppo affiatato che ha agito al mio fianco ventiquattr'ore su ventiquattro. Chiaramente alcune le cessioni sono state determinate da elementi che volevano andar via e che noi comunque non abbiamo dato al primo offerente, ma abbiamo cercato di dar loro la migliore collocazione tecnica possibile. Non è nella nostra filosofia di questo gruppo tenere per forza giocatori scontenti di rimanere».


LE STELLE - Bigon svela anche un retroscena: «Abbiamo dovuto sventare anche qualche assalto ai nostri gioielli, soprattutto all'inizio del mercato. Non faccio nomi, ma squadre sia italiane che estere hanno sondato il terreno per alcuni nostri elementi di spicco, ma la cosa è finita sul nascere perché abbiamo eretto un muro invalicabile. Non è mai stata nelle nostre intenzioni indebolire questa rosa, anzi l'intento era quella di rafforzarla e personalmente credo ci siamo riusciti».


GLI OBIETTIVI -  Il ds azzurro è molto cauto sugli obiettivi azzurri: «Meglio dell'anno scorso? Sono paragoni improponibili. Quest'anno abbiamo tante partite in più, una competizione importantissima ed è tutta un'altra storia. Il nostro obiettivo è anche quello di dare un alone internazionale all'ambiente Napoli facendo bene in Europa, perché anche in ottica futura rappresenta una vetrina fondamentale nel calcio di oggi».


IL COLPO PIU' DIFFICILE - Bigon rivela che il colpo più difficile è stato quello di Sosa: «Per l'ardua trattativa senz'altro questo. E' stata un'operazione lunga, tra l'altro da compiere con una società importantissima quale è il Bayern, fresca finalista di Champions, con la quale non potevamo creto tirar troppo la corda. Sosa era in scadenza ed aveva tanti potenziali acquisitori. Alla fine l'abbiamo spuntata e questa è stata una soddisfazione».


IL TALENTO - Bigon ha poi parlato del talento acquisito in extremis: «Dumitru è un altro colpo che ritengo importante. E' stato il frutto del lavoro di scouting. Sono stato due volte a vederlo personalmente nella Primavera dell'Empoli. Rappresenta un'altra nostra priorità, ovvero far crescere con la prima squadra ragazzi di prospettiva che vengano dai vivai. Uno è Maiello e l'altro è Dimitru. Saranno nel gruppo per fare esperienza e per avere adeguato spazio. Crediamo in questa filosofia e crediamo in questi ragazzi. Il Napoli sarà da ora in avanti una società in cui i giovani potranno crescere ed affermarsi. E' un caposaldo della nostra politica».



IL BILANCIO - Chiusura con un bilancio per i tifosi: «I nostri tifosi sono passionali e competenti. Sanno benissimo che siamo una Società giovane che al momento sta cercando di colmare un gap enorme con i primi club italiani che per fatturato, storia recente e monte ingaggi sono evidentemente inarrivabili al momento. Noi rispettiamo il fair play finanziario e soprattutto lavoriamo per crescere a 360 gradi. I nostri tifosi sanno che tutto il lavoro è dedicato a loro e che ogni nostra operazione viene eseguita per il bene della squadra, della Società, del Club, del popolo azzurro e della nostra maglia».



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