Ancelotti: «Abramovich? Non sarà felice»

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LONDRA, 28 dicembre - In bilico su una panchina sempre più traballante: la peggior striscia di risultati del Chelsea negli ultimi 10 anni per il momento non è fatale a Carlo Ancelotti, ma lui stesso ha cercato di dare la sveglia ai suoi dopo l'ennesima sconfitta. Perchè a rischio adesso non c'è solo il suo futuro a Stamford Bridge, ma la stessa stagione dei Blues, scivolati al quarto posto dopo la battuta d'arresto di ieri sul campo dell'Arsenal. Solo sei punti nelle ultime otto uscite, una vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte. La peggiore sequenza dai tempi di Gianluca Vialli, licenziato nel settembre 2000 proprio a causa di quella falsa partenza con il Chelsea.


IL CROLLO - E dire che la stagione di Ancelotti, complice un calendario propizio, era iniziata a passo spedito, con cinque vittorie in altrettante partite, addirittura otto nelle prime dieci giornate. Poi il rallentamento, brusco, inarrestabile. Non mancano certo le attenuanti, a cominciare dagli infortuni che hanno costretto il tecnico italiano a far esordire numerosi giovani del vivaio. Una scelta obbligata anche a causa del mercato estivo, che ha visto arrivare il solo Ramirez nonostante le partenze tra gli altri di Joe Cole e Michael Ballack. Ancelotti ha sposato la politica dell'austerity voluta dalla società. Ma gli infortuni - soprattutto in difesa - prima di John Terry e ora di Alex - impongono un pronto intervento sul mercato a gennaio. Lo stesso Ancelotti lo ha fatto capire, pur con i suoi modi mai sopra le righe. Se lo aspetta, e lo ha chiesto a chi di dovere.


IL MERCATO - Perchè è impensabile che il Chelsea possa recuperare lo svantaggio in Premier League (-6 dalla capolista Manchester United che deve pure recuperare una partita), ma soprattutto dare l'assalto alla Champions League - vero obiettivo stagionale - con una rosa tanto esigua. Lunedì sera è tornato titolare Frank Lampard, dopo un assenza che durava da agosto. Ma non può bastare. Domani contro il Bolton anche Nicolas Anelka rischia il forfait, oltre alle sicure defezioni di Yuri Zhirkov e del lungodegente Youssi Benayoun. E non c'è più tempo da perdere. Tocca a Roman Abramovich la prossima mossa: cambiare l'allenatore che solo sei mesi fa gli ha regalato il Double scudetto-Coppa d'Inghilterra o tornare a spendere come ha sempre fatto ai tempi di Jose Mourinho. La scelta più logica sarebbe la seconda, senza esitazioni. Ma nel calcio non sempre comanda la ragione. Soprattutto è impossibile sapere cosa passa per la testa di Abramovich in queste ore. «Immagino non sia felice, d'altronde non lo è neppure la squadra - ha detto Ancelotti a proposito del patron russo -. Credo che abbia ancora fiducia in me ma bisogna chiedere a lui. Lo scorso anno mi hanno detto che ho fatto un gran lavoro, ora però dobbiamo svegliarci, darci tutti una mossa perchè il Chelsea non può avere questi risultati». L'impressione è che le prossime due gare - contro Bolton e Wolverhampton (5 gennaio) - potrebbero anche essere decisive: un tracollo dei Blues avrebbe conseguenze al momento imprevedibili.


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