Gli Alpini, il calcio ed i giornalisti

Silenzio sempre e comunque, almeno che non si sappia.

In queste settimane ci stiamo domandando dove siamo e a quale livello di degrado siamo arrivati, e come poter fermare questa cultura da ingordi pronti a tutto. Monicelli dice che ci vuole una rivoluzione, i parlamentari (purtroppo quasi tutti) dicono "stiamo attenti ad alzare i toni" che tradotto significa, "voi pensate ad altro, noi vogliamo continuare." Così scopriamo che la vergogna Scajola è diffusa, arriverà un elenco.   Nel calcio dilettantistico si spostano i capitali, si costruiscono buchi, si paga la distrazione organizzata e in tre si va a San Marino (ma come? non si va più in Svizzera? Certo si va in Svizzera e a San Marino). Ora si deposita il denaro che non esiste andando in coppia, o in tre, così si alimenta la fratellanza del ricatto "tu non dici, perchè io non dico". Per fortuna che siamo anche altro, soprattutto altro.

Settimana scorsa a Bergamo sono arrivati 500.000 persone per l'adunata degli Alpini. Probabilmente immaginate che siano scesi solo uomini, tutti col fiasco e canterini. Potreste pensarlo visto che i TG hanno ignorato ( TG3 Lombardia, circa 30 secondi, TG1 12 secondi di servizio). Le 500.000 persone erano fatte sì da Alpini ma anche da uomini, mogli, figli, un popolo in allegria, che cantava, che si prendeva in giro. Cosi le penne nere lanciavano battute e galanterie ad ogni donna, che mai s'offendeva, anzi rideva contenta, perchè non c'era malizia ma solo il gioco delle parti. Mezzo milione di persone che cantava l'inno d'Italia sorridendo, credendo poco in quel "Sì" finale, ma contento di esserci. 500.000 persone che hanno lasciato una città pulita. Se a qualcuno cadeva un pezzo di carta un altro con un battuta gli faceva notare il gesto... e allora raccoglieva sorridendo. La sfilata è durata 11 ore, in modo continuo senza pausa. All'inizio del corteo dopo le autorità c'erano 182 reduci, persone con almeno 87 anni. Erano spaesati, emozionati, stupiti e felici. Erano belli da vedere. Siamo qui grazie a loro. Tra quei 182 uomini c'era anche mio padre e i miei figli gridavano "Nonno!". Gli Alpini corrono ogni volta che il bisogno chiama, l'ultima volta ad Aquila, dove hanno lavorato con passione, da volontari senza prendere una lira. Senza onori sui giornali, senza favori palesi e nascosti. Sono arrivati, hanno fatto e se ne sono andati. Sto parlando degli Alpini, non dell'esercito. Questa è tutta gente che ha lasciato la naja da tempo. E i TG nemmeno se ne sono accorti.

Ecco il degrado è anche questo, giornalisti a mollo nelle piscine dei comunicati stampa, in riviera vantandosi di un invito del potente di cui potranno scrivere le gesta. Giornalisti con occhiali da sole che puntano all'ombra perchè poi la colpa non sia loro ma della scarsa visibilità. Hanno ragione a non scrivere di tavecchiopoli, potrebbero non avere il portachiavi, ed hanno ragione a non scrivere dell'adunata degli Alpini, è durata tre giorni, ha sempre piovuto ed avrebbero potuto bagnarsi.

Fonte: 

Marco Maffeis

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