Al-Wasl, preso Olivera, ma Maradona è in ritardo

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ROMA, 3 agosto - Diego Armando Maradona e l’Al-Wasl Football Club hanno certamente una cosa in comune: l’anno di nascita, ossia il 1960. Per avere il Pibe de oro sulla panchina, la società sportiva di Dubai gli ha sottoscritto un contratto biennale da 3,5 milioni di euro più l’utilizzo di un jet privato.


ARRIVO, MA CON CALMA - A Dubai ancora devono abituarsi ai tempi di Diego. Il suo arrivo negli Emirati Arabi Uniti, previsto nei giorni scorsi, è slittato. Qualche mugugno, nessun caso. Ma nulla di nuovo sotto il sole come ben sanno tanti tifosi napoletani. C’è sempre un motivo per i ritardi del Pibe. Tanti anni fa i pesci “dorados” (ricordate?), oggi una storia vale l’altra per il 50enne tecnico argentino che prima di lasciare l’Argentina ha tirato qualche bordata a Sabella, nuovo ct dell’albiceleste e naturalmente a Julio Grondona, anziano e abbastanza logoro dominus dell’AFA.


CAMPAGNA ACQUISTI MODESTA - Dopo alcune dichiarazioni altisonanti espresse a costo zero dai dirigenti di Dubai, la campagna acquisti dell’Al-Wasl Football Club sinora non è stata certo stellare anche perché non è facile convincere calciatori di un certo livello a trasferirsi negli Emirati Arabi Uniti per disputare la UAE Pro-League nonostante lo sceicco Ahmed Bin Rashed Al-Maktoum sia notoriamente un pagatore solvibile. Ma volete mettere il fascino di giocare nella Premier League, nella Serie A italiana, nella Liga spagnola o negli stadi pieni e moderni della Bundesliga?


INGAGGIATI PUCH E OLIVERA - L’Al-Wasl Football Club, comunque, ha ingaggiato l’uruguaiano Juan Manuel Olivera, 30 anni, attaccante giramondo dotato di un buon fisico (191 cm) proveniente dal Peñarol. Per lui un contratto annuale e poi si vedrà. Nella lista ufficiale dell’Al-Wasl c’è anche il cileno Edson Puch, 25 anni, sgusciante centrocampista d’attacco. Ultima stagione con l’Universidad de Chile. A questi va aggiunto il rinnovo del contratto del difensore Mohammed Al Balushi, più noto come Al Shaiba, 21 anni, nato nel sultanato dell’Oman. Il resto della truppa è quasi tutta indigena. Dignitosi elementi ma qualcuno faticherebbe a trovare un ingaggio in Serie B in Italia o nelle migliori squadre della Lega Pro italiana (leggi Serie C).


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