Al Bologna è sempre bufera Incontro società-squadra

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BOLOGNA, 28 dicembre - Un altro giorno di polemiche, un al­tro giorno di veleni, nonostante il Bologna di Ser­gio Porcedda sia ormai passato e nonostante il Bo­logna di Massimo Zanetti abbia solo pochi giorni di vita. Ieri in merito alla nostra notizia secondo la quale il Bologna è sotto indagine per l’operazione del gennaio passato relativa allo scambio con il Parma tra Francesco Valiani e Andrea Pisanu la società rossoblù ha fatto finire sul suo sito ufficia­le questa nota: «Il Bologna fc1909 comunica che nessun dirigente, dipendente e/o tesserato attuale o del passato è stato convocato dalla Procura Fe­derale, non risultando aperta ad oggi alcuna istruttoria su eventuali plusvalenze da compra­vendita di calciatori » . Bene, ne prendiamo atto, ma aggiungiamo che dieci giorni fa nella sede del Bologna al primo pia­no di Casteldebole è arrivato un fax da parte della Procura Federale che invitava la società rossoblù a fornir­le da documentazione relativa (ap­punto) al passaggio di Valiani al Parma e di Pisanu al Bologna. Qual è la traduzione di questa richiesta? Se due più due fa quattro, significa che la Procura vuole verificare fino in fondo se questo affare è stato chiuso secondo i giusti canoni. Pun­to. Niente altro. E’ evidente che se tutto sarà stato fatto seguendo quel­li che sono i regolamenti federali questa indagine finirà in una bolla di sapone, in caso contrario ecco che potrebbe essere aperto un fa­scicolo. Ora, il Bologna assicura che il giocatore Pisanu è stato interrogato su altri punti, ma secon­do alcune indiscrezioni al giocatore sarebbe stata fatta una domanda anche su questa operazione. E una domanda del genere sarebbe stata formulata anche a Valiani, che la Procura aveva chiamato una quindicina di giorni prima. Qual è stata la rea­zione del Parma alla nostra notizia? Ieri il presi­dente Ghirardi e il direttore generale Leonardi ci hanno informato di non aver ricevuto alcuna ri­chiesta da parte della Procura per quanto riguar­da questa operazione ma non sono andati oltre, as­sicurando caso mai di non aver niente da temere in caso di apertura di un’indagine.


QUESTIONE BARALDI -Ma c’è dell’altro, al di là della smentita del Bologna voluta (pare) da Zanetti, ie­rianche Luca Baraldi ci ha inviato un comunicato di smentita per quanto riguarda la stessa notizia. Eccolo:« In merito a una presunta inchiesta della Procura Federale a mio carico sullo scambio del­le compartecipazioni dei giocatori Pisanu e Valia­ni tra il Bologna e il Parma desidero informare che tali notizie sono destituite di ogni fondamento, in considerazione del fatto che il sottoscritto all’epo­ca non aveva facoltà o delega per poter sottoscri­vere contratti di tale natura » .In pratica, se leg­giamo bene tra le righe, Baraldi prende solo le di­stanze da un punto di vista formale da questa ope­razione e di conseguenza da questa indagine, cer­cando all’atto pratico di tutelare più se stesso che la società rossoblù.


LA VERA STORIA -Come sempre, noi facciamo crona­ca, e vi raccontiamo cosa successe per filo e per segno in quei giorni di fine gennaio. Una settimana prima che questo affare si concretizzasse ci fu un incontro a Parma, precisa­mente negli uffici della società si­tuati all’interno dello stadio Tardini, tra Pietro Leonardi del Parma da una parte e Luca Baraldi e Fabrizio Salvatori dall’altra. Poi successe che nel giorno della firma raggiun­sero Parma la presidente Francesca Menarini e lo stesso Baraldi e dal­l’altra parte del tavolo trovarono il presidente Ghirardi e Leonardi. Che ieri ha confermato senza alcun pro­blema questo incontro. Ricordiamo che questo scambio ebbe un’aggiun­ta: il passaggio al Parma del miglior giovane della Primavera del Bologna Pasi e lo sbarco sotto le due torri di Elia.


LO SCONTRO -Il giorno dopo Valiani attaccò con fer­mezza il diggì rossoblù,«questa operazione l’ha voluta Baraldi, lo dica lui alla gente di Bologna perché mi ha dato via, se fosse dipeso da me mai avrei lasciato Bologna», per quello che ci riguar­da noi criticammo sul piano tecnico questo doppio scambio e il giorno successivo l’allora direttore ge­nerale del Bologna mostrò il suo progetto tecnico alla lavagna, spiegando i motivi per i quali aveva fatto questa scelta e al tempo stesso informando il prossimo che in futuro ne avrebbe fatte altre di operazioni del genere. Nonostante non avesse fa­coltà o delega per poter sottoscrivere contratti di tale natura, come ha riportato ieri nella sua nota.


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